Gioco
Ciao capitano Ilario, lottatore amaranto in campo e nella vita
Fabio Bacci
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Mister Salvadori sulla panchina 3 MINUTI DI LETTURA
COLLESALVETTI. Ilario Salvadori questa volta non ce l'ha fatta. L'ex capitano amaranto della stagione calcistica 1974 - 75 è morto martedì sera all'ospedale di Livorno. Tra poche settimane avrebbe compiuto 63 anni. Aveva già superato fasi critiche della propria salute, da quando dieci anni fa fu colpito da un ictus. Da qualche giorno era ricoverato nel reparto di oncologia per alcuni accertamenti che avevano svelato l'insorgere della leucemia. Si stava sottoponendo ad alcune terapie, che lo avrebbero dovuto mettere in condizione di cominciare tra poco un primo ciclo chemioterapico. Poi, martedì pomeriggio, sono sopraggiunte gravi difficoltà respiratorie e in serata Ilario si è spento. Lascia il figlio Federico, di 39 anni, il nipotino Matteo di 4, la sorella Miranda e la nuora Sabrina. La moglie di Ilario, Ivana è scomparsa molti anni fa. Tutta Collesalvetti, dove Ilario Salvadori ha sempre vissuto, piange la perdita di un amico vero, dal cuore d'oro e dalla grande carica umana. Di lui rimarranno sempre impressa, in tutti quelli che lo hanno conosciuto, la generosità, la simpatia e l'allegria che sapeva trasmettere in ogni circostanza. Una persona di rara sensibilità, che lo portava a non tirarsi mai indietro quando c'era da aiutare qualcuno, da stare accanto a chi era in difficoltà. L'ultimo esempio proprio pochi giorni fa, quando le condizioni di salute di Ilario erano già precarie; eppure non aveva voluto perdersi per nessun motivo la manifestazione dedicata a Massimo Cecconi, il ragazzo di Collesalvetti che sta combattendo contro la Sla. Aveva voluto essere presente al fianco di Massimo, al quale spesso rendeva visita a domicilio, durante il quadrangolare di calcio organizzato dagli amici. Così come sui campi di calcio, Ilario ha affrontato la vita con tenacia e determinazione, senza mai risparmiarsi. Negli ultimi anni il paese si era mobilitato in più occasioni per lui, promuovendo gare di calcio e serate in suo onore. Non lo dimenticheranno di certo i tifosi amaranto, specie quelli meno giovani, che lo hanno visto giocare sul prato dell'Armando Picchi per due stagioni: 1973 - 74, sotto la guida di mister Giovan Battista Fabbri, e 1974 - 75, vissuta da capitano della squadra. Cinquantanove presenze. La carriera calcistica di Salvadori era cominciata nelle giovanili del Collesalvetti, ma ben presto sarebbe approdato, alla fine degli anni Sessanta, nella Primavera del Genoa. Da qui il salto nel calcio professionistico. Negli anni Settanta, infatti, oltre a quella del Livorno, Salvadori ha indossato le maglie di Triestina (con cui collezionò il record di presenze della squadra nella stagione 1977 - 78), Anconitana, Arezzo, Pisa e Pro Vasto, disputando vari campionati di serie B e C. Dappertutto ha lasciato ottimi ricordi, sia per le capacità tecniche e agonistiche che ne facevano un difensore centrale di tutto rispetto, sia per le doti umane. Una volta appese le scarpette al chiodo era rimasto nel mondo del calcio, da allenatore. Molte le squadre dilettanti da lui guidate: Vada, Rosignano, Collesalvetti, Bientina, Tuttocalzatura e Pisa. L'ultima squadra allenata è stata il Rosignano, poi l'abbandono, nel 2001, per colpa dell'ictus. Ma il calcio gli è sempre rimasto dentro, tanto che non era raro incontrarlo in tribuna all'Armando Picchi. Seguiva volentieri, quando le condizioni di salute glielo permettevano, anche la squadra del Collesalvetti in Prima Categoria. Il rito funebre è fissato per oggi alle 16 nella chiesa dei santi Quirico e Giulitta di Collesalvetti: da qui il feretro sarà accompagnato al cimitero del paese.
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