Sicurezza
Banda di spacciatori, dieci arresti
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La droga e i cellulari sequestrati dalla Guardia di finanzaIn azione in piazza della Repubblica, sequestrati 600 grammi di eroina
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LIVORNO. Pane, caffè e ortaggi: le parole in codice per indicare la droga. In carcere sono finiti dieci tunisini e marocchini dai 26 ai 37 anni, tutti residenti in città. A 7 sono state notificate misure di custodia cautelare disposta dal tribunale, su richiesta del pm Filippo Maffeo; tre gli arresti in flagranza. Secondo la finanza, i magrebini spacciavano eroina in piazza della Repubblica e via Garibaldi. Una elaborata operazione della Guardia di finanza che ha portato al sequestro di 600 grammi di eroina, 25 di hashish, 10 cellulari, varie schede sim e un'auto usata per trasportare la roba. Tutto è nato nelle scorse settimane da controlli mirati in zona porto su un sospetto e frequente avanti e indietro di passeggeri dal Nord Africa a Livorno. Le indagini hanno consentito di individuare un nutrito gruppo di persone, per lo più di origine magrebina, con precedenti penali, che secondo la finanza avevano creato una fitta rete di scambi per alimentare lo spaccio nella città, in particolare nei quartieri intorno alle zone di piazza della Repubblica e di via Garibaldi. I militari, nei numerosi appostamenti e pedinamenti, hanno focalizzato l'attenzione non solo sui componenti della banda di sospetti spacciatori, ma hanno anche identificato gran parte dei clienti consumatori, per lo più giovani livornesi di età compresa tra i 18 ed i 30 anni. Individuare questi ragazzi è stato prezioso per incastrare gli spacciatori: le dichiarazioni dei "compratori" e anche di alcuni loro genitori sono state fondamentali per la finanza: «Una collaborazione importante per individuare i responsabili e quindi allontanare i giovani da queste "frequentazioni" pericolose», come commentano dal Comando della Finanza. Inoltre, il linguaggio criptato nel commercio ha reso più difficoltose le indagini: gli spacciatori, come accertato dai militari, non facevano mai riferimento al luogo d'incontro". In più, usavano parole in codice come "ortaggi vari" per indicare sostanze da taglio, termini quali "pane, palloni, caffè, cena e mezzamano" per indicare le varie dosi da "commissionare". Le indagini sono ancora in corso: secondo le fiamme gialle i dieci arrestati potrebbero far parte di un giro più vasto.
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