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Droga, dieci arresti: sequestrati 600 grammi di eroina
Maxi arresto della Guardia di Finanza a Livorno: sgominata una banda di 10 nordafricani dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti. Sequestrati anche 600 grammi di eroina
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Duro colpo inferto al traffico ed allo spaccio di sostanze stupefacenti dalle fiamme gialle che hanno sequestrato in totale 600 grammi di eroina ed arrestato 10 persone (di cui 7 sono in custodia cautelare), quasi tutte di nazionalità tunisina e marocchina e residenti a Livorno.
Da settimane venivano effettuati dei controlli mirati su quei passeggeri dell'area del porto che sembrava percorressero un "po' troppo" di frequente le rotte che da Livorno arrivano ai porti del Nord Africa. Le indagini hanno consentito di individuare un significativo numero di persone, per lo più di origine magrebin, con precedenti, che avevano creato una fitta rete di scambi per alimentare lo spaccio nella città ed in particolare nei quartieri intorno alle zone di Piazza della Repubblica e di Via Garibaldi.
I numerosi appostamenti e pedinamenti hanno focalizzato l'attenzione non solo sui componenti della banda di spacciatori, ma hanno portato anche all'identificazione di gran parte della "clientela", costituita prevalentemente da giovani livornesi di età compresa tra i 18 ed i 30 anni. Sono risultate preziose per "incastrare" gli spacciatori anche le dichiarazioni dei "compratori" nonché di alcuni loro genitori, che hanno fornito una collaborazione importante per individuare i responsabili e quindi allontanare i propri congiunti da tali "frequentazioni" pericolose.
Il linguaggio criptato nel "commercio" ha reso più difficoltose le indagini: non si faceva mai menzione del "luogo d'incontro" (probabilmente già noto) inoltre venivano utilizzati termini come "ortaggi vari" per indicare sostanze da taglio oppure nomi in codice quali "pane, palloni, caffè, cena e mezzamano", per indicare la differenza nel quantitativo di droga da "commissionare".
Da settimane venivano effettuati dei controlli mirati su quei passeggeri dell'area del porto che sembrava percorressero un "po' troppo" di frequente le rotte che da Livorno arrivano ai porti del Nord Africa. Le indagini hanno consentito di individuare un significativo numero di persone, per lo più di origine magrebin, con precedenti, che avevano creato una fitta rete di scambi per alimentare lo spaccio nella città ed in particolare nei quartieri intorno alle zone di Piazza della Repubblica e di Via Garibaldi.
I numerosi appostamenti e pedinamenti hanno focalizzato l'attenzione non solo sui componenti della banda di spacciatori, ma hanno portato anche all'identificazione di gran parte della "clientela", costituita prevalentemente da giovani livornesi di età compresa tra i 18 ed i 30 anni. Sono risultate preziose per "incastrare" gli spacciatori anche le dichiarazioni dei "compratori" nonché di alcuni loro genitori, che hanno fornito una collaborazione importante per individuare i responsabili e quindi allontanare i propri congiunti da tali "frequentazioni" pericolose.
Il linguaggio criptato nel "commercio" ha reso più difficoltose le indagini: non si faceva mai menzione del "luogo d'incontro" (probabilmente già noto) inoltre venivano utilizzati termini come "ortaggi vari" per indicare sostanze da taglio oppure nomi in codice quali "pane, palloni, caffè, cena e mezzamano", per indicare la differenza nel quantitativo di droga da "commissionare".
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