Il Tirreno

Livorno

CASO BUONTALENTI/1

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CASO BUONTALENTI/1 La speranza è costruire nel segno dell'integrazione In seguito a quanto avvenuto nei giorni scorsi in piazza Cavallotti vorrei condividere alcuni pensieri.  Innanzitutto vorrei esprimere forte solidarietà a Michela che prima di ogni altra cosa è una donna che è sta vittima di un atto violento non da parte un "senegalese", ma di un uomo.  Solidarietà a Michela che stava lavorando. Solidarietà a Michela e a tutte quelle donne e quegli uomini che ogni giorno vigilano tra le nostre strade con l'obiettivo di far osservare le regole, la legalità, il reciproco rispetto, fondamentali per la costruzione di una civile e pacifica convivenza.  Solidarietà ai senegalesi. Perché l'atto isolato di un individuo non deve ricadere su tutti coloro che ogni giorno, con grande fatica, umiltà e talvolta una grande dose di amarezza, svolgono quanto debbono per poter sopravvivere.  Solidarietà perché molti di questi ragazzi sono stati bambini che hanno studiato, sognato, sperato, spezzato i legami con la famiglia e con la propria terra nella disperata ricerca di una possibilità di futuro e che magari hanno trovato disillusione e la mano accogliente dello sfruttamento e della illegalità.  Solidarietà perché ogni volta che viene compiuto un atto insano da uno straniero, non si colpisce l'autore dell'atto ma un'intera categoria producendo, inconsapevolmente, più vittime di quanto lo stesso atto abbia causato.  Dovremmo avere il coraggio di lasciare da parte la rabbia, le nostre paure e insicurezze.  In fondo i flussi migratori sono parte integrante della storia del mondo da sempre. E da sempre stanno dimostrando che queste possono rappresentare opportunità di crescita per tutti.  Credo di poter affermare che la maggior parte delle persone non chiedono alle nostre amministrazioni una chiusura ma al contrario di mettere in campo strumenti, azioni e metodi idonei per far si che l'integrazione non resti soltanto una bella ideologia ma divenga concretezza e azione quotidiana. Arianna Terreni Consigliera comunale Pd CASO BUONTALENTI/2 Non c'è bisogno di clandestini che vendono merce falsa  Esprimo sincera solidarietà e vicinanza alla vigilessa colpita da violenza inaudita. Non ci sono parole per esprimere lo sdegno per quanto accaduto, e non è la prima volta, nella zona mercatale della città, a causa dei senegalesi.  Questo Diop che continua ad atteggiarsi come se fosse un ambasciatore sarà bene che capisca che in Italia ci sono delle leggi che devono essere rispettate e che dovrebbe, per decenza, davanti a fatti così gravi evitare di raccontare le barzellette tipo: "Il senegalese proviene da Pisa!". Irresponsabilità allo stato puro. Del resto non abbiamo bisogno di immigrati, spesso clandestini, come quello che addirittura ha tentato di strozzare una vigilessa, che vendono merce contraffatta violando le regole più elementari non soltanto del commercio ma del vivere civile. Il buonismo d'accatto ha fatto il suo tempo, ci vuole tolleranza zero, ci vuole un presidio fisso con la presenza anche dei militari per controllare tutti i giorni la zona mercatale affinché possano essere garantiti la sicurezza e il rispetto delle leggi.   E in caso di merce contraffatta questa dovrà essere non saltato sequestrata ma immantinente distrutta. Marcella Amadio Capogruppo Pdl in Comune CITTADINI INASCOLTATI Un parcheggio all'ex Moderno peggiora la vita in centro  Stando alle dichiarazioni dei commercianti di via Grande, i livornesi gradiscono molto il rumore dei motori a scoppio e i gas che emettono.  Ed è secondario se equipaggiati a due o quattro ruote costituiscono un fattore di rischio per l'incolumità personale, se l'esposizione al traffico nelle sue varie accezioni è fonte di gravi malattie e se esistono delle leggi che dovrebbero controllarne i limiti ammissibili.  Per questi signori e per le loro associazioni, le priorità restano gli interessi personali e settoriali, e la ricetta per risolvere la crisi dei consumi si riassume in un solo slogan: più parcheggi.  Non è ancora entrato a regime quello dell'ex Odeon e già si invoca quello del disastrato ex Moderno, quasi una furia iconoclasta nemmeno tanto simbolica a favore del partito dei parcheggisti. Stretti nel mezzo agli interessi pubblico-privati i cittadini senza voce che subiscono scelte non partecipate e vedono scadere la qualità della vita in una città che oltre a fare i conti con una crisi generalizzata di sistema, non conosce una qualità amministrativa all'altezza dei tempi con scelte riferite a modelli ormai superati. Paolo Cascinelli Ivo Lenzi Mario Cuconato (Comitato Vivere il Centro)

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di Redazione web