Gioco
Meno ciabatte, più turisti
Juna Goti
160mila in Venezia: «È la festa della Toscana sul mare»
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LIVORNO. L'assessore alla cultura, Mario Tredici, l'ha chiamata «edizione di frontiera». Sarà che a detta di tutti, fino a qualche settimana fa, non c'era un euro per farla e «siamo dovuti andare in trincea a caccia di finanziamenti». Sarà che - e questa è la parte che piace di più a politici e organizzatori - l'intenzione era attirare i turisti, non solo i livornesi. Per fare di questa festa «popolare, ma non plebea», come ripete Tredici, «la festa della Toscana sul mare». Insomma, meno ciabatte e ciabattare - tanto per usare un termine che non piace per niente al sindaco Alessandro Cosimi - e più vacanzieri e originalità. Ci sono riusciti? Tredici, Cosimi, il direttore artistico, Mario Menicagli, l'assessore Paola Bernardo e la presidente della circoscrizione, Monica Ria, all'indomani della Traviata che ha scaldato piazza XX Settembre e chiuso la manifestazione, snocciolano qualche numero: 160-170mila presenze complessive (il dato non è preciso, considerando che la kermesse è a ingresso libero), 5mila ticket staccati per salire sui battelli lungo i fossi («il 60 per cento acquistati da non livornesi»), 320 visite alla casa natale di Modigliani («il 20 per cento da fuori Toscana»), 36.964 visite complessive al sito ufficiale. E ancora 1.032 persone a lavoro (630 artisti, 400 fra tecnici e amministrativi del Comune, volontari e protezione civile), 194 esercizi commerciali tra negozi, ambulanti e banchi di associazioni. Poi 107 eventi, 20 location, 14 palchi organizzati e un budget di 469mila euro, con un costo medio a evento di 4 300 euro e a presenza di 2,78. Si sa anche che nelle soste a pagamento sono state parcheggiate 5mila auto e «solo il parcheggio in piazza Unità d'Italia è andato sempre esaurito, significa che non è vero che mancano posti, ma che si vuol parcheggiare quasi in mezzo ai banchi». «La percezione diffusa - interviene l'assessore Tredici - è che sia cresciuta la presenza di turisti in città. L'obiettivo è fare di questa manifestazione la festa della Toscana sul mare, uscendo da un certo municipalismo. Penso all'ultimo spettacolo, La Traviata: particolare, emozionante. Livorno ha dato un segnale di stile: più di duemila persone in piazza, ad ascoltare. Questa è la città che vogliamo: non solo boia de e pesce fritto. Anche quello, ma non solo». Dopo aver ringraziato tutti coloro che hanno reso possibile l'allestimento dei dieci giorni a Effetto - dalla Regione alla Camera di Commercio - il sindaco Cosimi ha sottolineato che «abbiamo voluto con forza che i nostri cittadini potessero continuare a occupare spazi pubblici, con offerte culturali di qualità, contro chi ci vorrebbe tutti a casa a guardare la televisione. Per dieci giorni abbiamo visto realizzarsi il sogno della città di stare dentro i propri spazi, con proposte importanti, che stuzzicano il palato». Il direttore artistico, Mario Menicagli (che ha incassato in tutto 25mila euro lordi) ripercorre a uno a uno gli spettacoli e parla di «sfinimento» e «livello organizzativo alto e irripetibile». «Ogni sera, alle 20.30, le sedie di piazza del Luogo Pio erano già tutte occupate, così come le sale degli spettacoli più ricercati. Non è affatto scontato che la gente vada in piazza a vedere l'opera. Ondata intellettualoide? No. La gente va volentieri a vedere le cose dignitose, fatte bene, che magari durante l'anno non ha occasione di vedere. Questo aspetto di Livorno facciamo finta di non conoscerlo, ma c'è».
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