Il Tirreno

Livorno

La prima pietra del Nuovo Centro

Alessandro Guarducci
La prima pietra del Nuovo Centro

Partiti i lavori di urbanizzazione. E le Coop pensano sempre a Ikea

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 LIVORNO. Molti livornesi avranno già visto i camion e le ruspe all'opera. A chi invece non ci avesse ancora fatto caso, diciamo che basta passare da via di Levante (dalla rotatoria di viale Boccaccio in direzione di Salviano) e voltare lo sguardo sulla destra: vi accorgerete così che le siepi, i canneti, i rovi e le sterpaglie sono sparite e che al loro posto è stato aperto un enorme cantiere di lavoro. Si tratta dell'area dove sorgerà il quartiere residenziale-commerciale-direzionale "San Martino", meglio conosciuto come Nuovo Centro.  La zona che è stata transennata ha una superficie di circa dieci ettari e interessa solo tre degli interventi previsti dal progetto complessivo: sono sufficienti questi pochi dati per rendersi conto delle dimensioni e dell'impatto che questa operazione urbanistica avrà su Livorno. Del resto stiamo parlando di qualcosa come 700 appartamenti, un centro commerciale con una superficie di vendita di oltre diecimila metri quadrati, un supermercato di medie dimensioni, un megastore, uffici, servizi, centro direzionale, perfino un lago con area a verde. In poche parole, la più grande lottizzazione almeno degli ultimi vent'anni (insieme alla Porta a mare). Tant'è che in futuro l'attuale cantiere di lavoro si amplierà notevolmente.  Al momento, infatti, sono "solo" partiti gli interventi riguardanti la la regimazione idraulica (dovrà essere realizzata una cassa di espansione che, oltre al nuovo quartiere, dovrà servire anche quelli limitrofi), quelli per la costruzione del centro direzionale che si affaccerà su via Popogna e, soprattutto, quelli riguardanti le opere di urbanizzazione connesse al comparto commerciale vero e proprio, che sarà il cuore della trasformazione urbanistica.  Gli interventi in questione (definiti tecnicamente "stralci funzionali") sono stati affidati alla Cooperativa Lavoratori Costruzioni di Livorno - che utilizza diverse ditte della zona - e sono a carico della società Le Ninfee, creata appositamente per questa operazione da Marcello Fremura e guidata dalla nipote Antonella Boccardo: per le opere di regimazione idraulica di tutto il Nuovo Centro è prevista una spesa di circa 4.800.000 euro, per le opere di urbanizzazione primaria nella parte commerciale, quella venduta alle Coop, serviranno circa 5 milioni di euro.  Dopodiché la società Le Ninfee potrà volgere l'attenzione all'operazione residenziale, direzionale e servizi. Ma c'è di più: la partenza dei lavori di urbanizzazione, sta anche - e soprattutto - a significare che la Levante srl (costituita da Unicoop Tirreno e Unicoop Firenze), che esattamente un anno fa acquistò dal gruppo Fremura le aree commerciali, è ormai pronta - o quasi - a concretizzare i progetti relativi ai tre contenitori commerciali da 41mila metri quadrati di superficie lorda complessiva.  Le maggiori attenzioni sono puntate sul centro commerciale da 10.430 metri quadri di superficie di vendita autorizzabile, così com'è stato indicato dalla Regione, poi ci sono il supermercato da 2.550 mq di Svag per l'alimentare e il megastore da 2.500 metri quadri.  Per quanto riguarda il centro commerciale (sarà più grande di quello della Porta a terra), si sa solo che le Coop stanno trattando - nel riserbo più assoluto - con soggetti nazionali e internazionali: l'obiettivo è quello di cedere la gestione della maxistruttura a un marchio di grande richiamo, e il sogno nel casetto resta sempre quello di portare Ikea a Livorno. Del resto il colosso svedese non ha ancora trovato casa sulla costa toscana e quindi le Coop continueranno a provarci. Per ora il canale con Ikea viene tenuto aperto.  

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