Gioco
La cappellina di San Michele? Danneggiata da un fulmine
Roberto Riu
Il nostro lettore: "Vorrei sapere che fine ha fatto la lanterna con relativa cuspide e croce della piccola cappella votiva che si trova all'incrocio di barriera Roma". Ecco la risposta
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È stato un fulmine a decretare la scomparsa della lanterna e della croce in bronzo situate in cima alla Cappellina di San Michele a Barriera Roma: ecco la risposta al quesito posto alcuni giorni fa da un lettore su "Segnala Livorno" del nostro sito. Più precisamente, il 10 ottobre 2009, durante un violento nubifragio, un fulmine spezzò in due la lanterna in muratura compromettendo la stabilità della croce.
LA SEGNALAZIONE DEL LETTORE - LE IMMAGINI DELLA CAPPELLINA
L'Arciconfraternita della Misericordia di Livorno, detentrice della cappellina, provvide quindi ad abbattere i resti pericolanti della lanterna ed a ricuperare la croce bronzea. "L'intento - spiega Enrico Della Bella, preposto dell'Arciconfraternita, recentemente riconfermato – è ora quello di restaurare l'antica cappellina nell'ambito del progetto complessivo di valorizzazione culturale del vicino Camposanto monumentale della Misericordia che vorremmo attuare entro il 2015".
La “Cappellina di San Michele Arcangiolo”, nota anche come “Cappellina dei Cassieri”, fu appunto costruita nel 1703 con il contributo dei Cassieri ovvero i cambiavalute operanti nelle “Stanze dei Pubblici Pagamenti” istituite per la prima volta proprio a Livorno dove operavano mercanti delle più varie nazionalità. L'idea era di creare un percorso devozionale formato da quindici cappelline (quante le stazioni del Calvario) lungo la strada per il Santuario di Montenero.
In realtà ne furono erette solo due, una in Borgo dei Cappuccini e l'altra a Barriera Roma, quest'ultima d'impianto neoclassico e caratterizzata da una cupola a squame. Restaurata alla fine dell'800 dall'Arciconfraternita della Purificazione, la cappellina è stata poi risistemata a cura dell'ingegner Gino Cipriani nel 1932 “in nome e in memoria” della propria moglie Giuseppina Cipriani Ricci, come recita la fascia sottostante la cupola.
LA SEGNALAZIONE DEL LETTORE - LE IMMAGINI DELLA CAPPELLINA
L'Arciconfraternita della Misericordia di Livorno, detentrice della cappellina, provvide quindi ad abbattere i resti pericolanti della lanterna ed a ricuperare la croce bronzea. "L'intento - spiega Enrico Della Bella, preposto dell'Arciconfraternita, recentemente riconfermato – è ora quello di restaurare l'antica cappellina nell'ambito del progetto complessivo di valorizzazione culturale del vicino Camposanto monumentale della Misericordia che vorremmo attuare entro il 2015".
La “Cappellina di San Michele Arcangiolo”, nota anche come “Cappellina dei Cassieri”, fu appunto costruita nel 1703 con il contributo dei Cassieri ovvero i cambiavalute operanti nelle “Stanze dei Pubblici Pagamenti” istituite per la prima volta proprio a Livorno dove operavano mercanti delle più varie nazionalità. L'idea era di creare un percorso devozionale formato da quindici cappelline (quante le stazioni del Calvario) lungo la strada per il Santuario di Montenero.
In realtà ne furono erette solo due, una in Borgo dei Cappuccini e l'altra a Barriera Roma, quest'ultima d'impianto neoclassico e caratterizzata da una cupola a squame. Restaurata alla fine dell'800 dall'Arciconfraternita della Purificazione, la cappellina è stata poi risistemata a cura dell'ingegner Gino Cipriani nel 1932 “in nome e in memoria” della propria moglie Giuseppina Cipriani Ricci, come recita la fascia sottostante la cupola.
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