Il Tirreno

Livorno

«Un'infezione da curare»

Gian Ugo Berti

La sensazione dell'acqua nell'orecchio deve essere seguita con attenzione

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. Tornato il bel tempo, tutti in acqua dopo qualche giorno di maraccio. Non sono però pochi quelli che, uscendo dopo un tuffo, sentono un fastidio all'orecchio, come se si fosse tappato. Si tratta dell' "orecchio del nuotatore". Come spiega Luca Mastrosimone, aiuto dirigente all'Unità Operativa di Otorinolaringoiatria, è un evento frequente legato ad un'infezione dolorosa della pelle del condotto esterno uditivo, facilitato dal clima caldo - umido, pregressi traumi locali,oltre all'acqua.  «A volte è soltanto un tappo di cerume - dice Mastrosimone -. Niente a che vedere con una scarsa igiene personale. Si produce normalmente e costituisce una barriera agli agenti esterni. Se via via compare nell'arco dell'anno, è bene allora farsi vedere dallo specialista prima della stagione dei bagni estivi». Il medico spiegherà, inoltre, che le orecchie devono pulirsi solamente all'esterno. No, comunque, all'impiego dei cotton fioc o similari che, oltre a spingere il cerume ancor più dentro, possono provocare ferite del condotto od anche della membrana del timpano.  «Quando se ne accumulasse troppo, va rimosso - precisa Maastrosimone -. Con il bagno, l'acqua entra nel condotto, il cerume che trattiene l'acqua si rigonfia. Da qui la sensazione di ovattamento, all'inizio intermittente ed un senso di tensione,fino al dolore. Come toglierlo? Lavaggio auricolare (controindicato nel sospetto di lesione timpanica ed in caso di dolore) e la rimozione meccanica mediante aspirazione, pinze o uncini auricolari».  In caso d'insuccesso, «meglio usare per qualche giorno prodotti in grado di scioglierlo», conclude Mastrosimone.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web