Gioco
«Gino, ecco il tuo Palio» Il mondo del remo dice addio a Benetti
Juna Goti
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In alto Gino Benetti storico dirigente dell’Ovosodo Di lato l’equipaggio giallobianco a cui era legato2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Parlava due lingue, Gino Benetti: quella della famiglia e del lavoro (da giovanissimo al Cantiere poi, per una vita, come idraulico) e quella del mare. O meglio delle cantine. Le cantine che si affacciano sui fossi, in fondo agli scalandroni rionali. Perché Benedetti era un innamorato dell'Ovosodo e una colonna portante del Palio marinaro. Ieri l'amianto se lo è portato via e il mondo del remo lo ha abbracciato forte, per l'ultima volta. Benetti se ne è andato a 72 anni: a ottobre la scoperta della malattia, poi le cure accanto alla famiglia: il figlio Massimo, la figlia Cinzia, la moglie Anna Maria e i quattro nipoti. Uno, Alessandro, ha già preso in mano i remi, tra le file dei canottieri. Ieri, alla camera mortuaria, è stato un via vai di facce del mondo dello sport e della politica. Benetti, infatti, si era iscritto giovanissimo al Pci ed era stato per anni dirigente della storica sezione "Pessi" del partito. Residente in via Oberdan, negli anni Settanta diventò membro attivo della consulta che qualche tempo dopo si sarebbe trasformata nella circoscrizione 5. Oltre a ricoprire l'incarico di responsabile della commissione sport, inziò a spendersi a più non posso per il remo. Il presidente del Palio marinaro negli anni Ottanta, Ivano Lucchesi, ricorda di quando, nel '78, «andammo a sfondare i vecchi bagni sotto al Voltone insieme a "Ci' alino": così nacque la sezione nautica del Magenta...». Come testimonia Lucchesi insieme allo storico dirigente dell'Ovosodo, Sergio Marconi, Benetti non è stato solo una colonna portante della cantina biancogialla, ma anche un punto di riferimento per tutti i comitati che tengono viva la tradizione remiera: negli anni Ottanta e Novanta ha fatto parte della staff della Coppa Barontini ed è stato responsabile della commissione tecnica del Palio marinaro. «Ha contribuito - racconta Lucchesi - alla riforma del Palio con le ormai tradizionali virate: il suo cuore era biancogiallo, e non lo nascondeva, ma era un uomo ligio, sempre attento ai regolamenti e mai scorretto. Con lui scompare una delle figure storiche del nostro mondo...». Commosso Otello Chelli, rivale sui gozzi (è un inguaribile veneziano) e amico nella vita: «Era una persona per bene, modesto ma sempre presente, una colonna dell'Ovosodo e un amico di tutto il Palio». I funerali saranno celebrati oggi alle 15.30: partenza dalla camera mortuaria e cremazione al cimitero dei Lupi, con una bandiera biancogialla sul feretro. I familiari fanno sapere che le ceneri saranno sparse in mare: saranno i dirigenti dell'Ovosodo ad accompagnarlo per l'ultima volta davanti al campo di regata del Palio.
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