Il Tirreno

Livorno

La discarica sbarca alla Camera

L’angolo tra via della valle Benedetta e via del Limoncino
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L’angolo tra via della valle Benedetta e via del Limoncino

Le carte in commissione ambiente a Montecitorio

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  LIVORNO. Dopo la trasferta a Roma del comitato a tutela della cava del Limoncino, il caos della discarica arriverà sul tavolo della commissione ambiente, territorio e lavori pubblici di Montecitorio. A darne notizia è Alberto Solia (capo della segreteria del presidente della Camera, Gianfranco Fini), che ieri ha inviato una lettera alla portavoce del comitato anti-discarica, Rosaria Scaffidi.  «A seguito - si legge nella nota - dell'incontro avuto con la delegazione di cittadini il 26 luglio scorso, nel corso del quale è stato depositato presso questa segreteria un promemoria sugli elementi di criticità e sui pericoli della discarica del Monte La Poggia, desidero comunicarle che il presidente ha trasmesso tale documentazione al presidente della commissione ambiente, territorio e lavori pubblici, l'onorevole Angelo Alessandri, affinché i deputati possano prenderne visione e assumere le iniziative che ritengano opportune».  Intanto, ieri mattina, il comitato ha presentato un altro esposto alla Procura della Repubblica, alla Soprintendenza di Pisa e alla Provincia perché, si legge nell'esposto, «la società Bellabarba avrebbe allargato la via Vicinale della Sambuca nel tratto che va dalla villa del Limone alla ex cava, l'avrebbe cosparsa di bitume in contrasto con le prescrizioni che imponevano il mantenimento della viabilità naturale con uso di materiali particolari ecologicamente compatibili». Esposto a cui rispondono dalla società Bellabarba sottolineando che «il tratto non stato affatto asfaltato, ma trattato come previsto dalle autorizzazioni».  Contemporaneamente alcuni esponenti del comitato hanno presentato una diffida nei confronti del presidente della Provincia, Giorgio Kutufà, con cui si invita l'ente a «non consentire l'effettiva apertura della discarica, sia per le delicate indagini penali in corso che potrebbero portare a nuovi colpi di scena sia perché non risulterebbero essere state osservate molte delle prescrizioni cui era subordinata l'Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Provincia».  I «colpi di scena» a cui fa riferimento il comitato sarebbero i nuovi avvisi di garanzia di cui si parla da qualche giorno negli ambienti vicini alla Procura. Per ora gli indagati restano cinque: Gianfranco Chetoni (dirigente del Comune), Andrea Rafanelli e Reginaldo Serra (dirigenti della Provincia), Antonio Rafanelli (progettista e geologo), Federico Bellabarba (legale rappresentante della società). Va detto che fino a oggi - tra una battaglia legale e l'altra - nessuno ha messo in discussione l'autorizzazione bloccando ufficialmente i lavori all'interno del sito, che ormai sono praticamente giunti al termine. Ieri sono saliti sul monte La Poggia gli ultimi materiali e anche il letto di cava è quasi completamente ricoperto. Dopo il collaudo sarà possibile procedere al conferimento dei rifiuti speciali, non pericolosi, a basso contenuto organico.

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