Toscana
Derubato Novellino
Lara Loreti
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Novellino nel corso del sopralluogo dei carabinieri Svaligiata la villa. Il mister: «Furto mirato»
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LIVORNO. «Un furto mirato, molto mirato. Queste persone sapevano che io ero in ritiro con la squadra e hanno visto la mia famiaglia uscire di casa alle 20». È sconvolto e amareggiato Walter Novellino, allenatore del Livorno Calcio, all'indomani del brutto furto subito nella sua villa di campagna, a Perugia. Giovedì sera Novellino era allo stadio, impegnato nel Memorial Caporali, un triangolare con tempi da 45 minuti. In campo il Livorno il Perugia e il Gubbio (che si è aggiudicato il trofeo). Nel corso della serata l'allenatore, nativo di Montemarano ma perugino di adozione, è stato anche premiato dal presidente del Perugia Roberto Damaschi e dal vicepresidente della Provincia, Roberto Bertini, per il suo impegno nella rifondazione della squadra umbra dopo il recente fallimento. Tornando a casa, però, in tarda serata, ha trovato la brutta sorpresa: i ladri avevano svaligiato la sua villetta alla periferia del capoluogo umbro. Subito sul posto sono arrivati i carabinieri, che stanno indagando per ricostruire i dettagli del furto. I malviventi si sono intrufolati nell'abitazione dopo aver rotto le inferriate delle finestre, che erano rafforzate con delle grate metalliche, considerando che la casa è in po' isolata in campagna. Tuttavia, questa forma di protezione non ha scoraggiato i soliti ignoti. Una volta dentro, i ladri hanno fatto razzia di tutti gli oggetti di valore che hanno trovato, non solo gioielli, ma anche soprammobili e suppellettili. Tra le cose rubate, anche pezzi di antiquariato. «Non so come abbiano fatto - commenta con amarezza Novellino - ma sono riusciti a portare via anche un'antica cassaforte metallica del peso di 320 chili». L'allenatore non ha ancora conteggiato il danno, ma si parla di migliaia di euro di bottino. Grande è lo sconforto di Novellino. «Per fortuna mia suocera non era in casa in quel momento - riflette - Se ci fosse stata, sono sicuro che i ladri sarebbero entrati lo stesso. E a quel punto chissà che poteva succedere». La cosa più dolorosa che evidenzia il coach del Livorno è il sentirsi violato nella propria intimità domestica. «Hanno fatto una cosa che non dovevano neanche sognarsi - si sfoga Novellino - Se una persona non è sicura nella porpria casa, allora dove lo é? E cosa fa lo Stato per tutelarci? Uno non ha neanche la libertà di andare allo stadio a vedere una partita con la sua famiglia». Il furto in casa è un reato tanto odioso che il legislatore ha inasprito le pene per i ladri. Lo sottolinea Novellino: «La cosa più brutta è che ti senti perso, ti senti toccato dentro e colpito. Io ho dei figli, penso a loro». Una nota positiva sulla partita: «In campo è andata bene - commenta il mister - abbiamo giocato benissimo col Gubbio, un po' meno col Perugia... ma con loro siamo troppo amici!».
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