Il Tirreno

Livorno

In calo fatturati e ordini. Valtriani: il Comune attui il piano straordinario delle manutenzioni

«A rischio un'azienda su cinque»

Giorgio Carlini
Il mondo della piccola e media impresa chiede garanzie e investimenti
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Il mondo della piccola e media impresa chiede garanzie e investimenti

L'allarme della Cna: incubo chiusura se non si cambia musica

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 LIVORNO. Fatturati in ribasso, ordini in forte calo, meno incassi e meno credito, occupazione in preoccupante declino. È questo il quadro critico descritto dai vertici locali (Livorno e Collesalvetti) e provinciali della Cna (confederazione nazionale dell'artigianato e della piccola e media impresa).  Una miscela esplosiva, che secondo i dati ricavati porterà alla chiusura, entro l'anno, del 15-20 per cento delle aziende livornesi. Le imprese devono fronteggiare i tempi sempre più lunghi delle committenze pubbliche e private (con il rischio elevato di insolvenze), e un sistema bancario che offre sempre meno liquidità a garanzie più stringenti.  Confrontando i numeri del 1º semestre 2011 con quelli dei primi 6 mesi dell'anno passato, i dati che emergono sono eloquenti: fatturato al -20%, ordini al -30%, occupazione al -5/10%. «Le politiche nazionali - spiega Diego Nocenti, presidente provinciale Cna - in pratica non esistono: le azioni si basano solo sul contenimento dei costi. Le strategie a livello regionale sono insufficienti: il piano di sviluppo è poco usufruibile per le imprese minori, specie se non sostenute dalle banche. E le amministrazioni locali si adeguano alla situazione». Alcune importanti azioni di sviluppo potrebbero arrestare il trend negativo. Primo: rilanciare il settore delle costruzioni. «L'amministrazione - dice Marco Valtriani, direttore provinciale - deve attuare il piano straordinario sulle manutenzioni, presente nel programma del sindaco, quantificato in 60 milioni di euro in 5 anni, e avviare la costruzione del nuovo ospedale, creando opportunità per le imprese locali con la riqualificazione delle strutture minori sparse per la città». Altro punto: cogliere l'opportunità di fare del ciclo dei rifiuti un polo che crei sviluppo e occupazione, in una logica equilibrata con territorio e ambiente. Ancora: garantire l'unità delle attività legate al porto, senza mettere in contrapposizione nautica e cantieristica.  Per quanto riguarda Collesalvetti la situazione è, se possibile, ancor più negativa. «Il sindaco Bacci - spiega il presidente della Cna locale Paolo Taddei - ha messo in campo idee che a oggi rimangono tali, senza sviluppi concreti. C'è entusiasmo e impegno, ma i risultati sono pochi. Con la realtà di Livorno i rapporti sono formali, ma non sostanziali. Al momento, a Collesalvetti si può parlare di "investimenti zero". Auspichiamo una maggiore disponibilità economica, a partire dal prossimo bilancio».  «Apprezziamo gli sforzi messi in atto dalle amministrazioni locali - conclude Dario Talini, coordinatore Cna - ma al momento non sono sufficienti. Le iniziative sono di lungo respiro, quando le piccole e medie imprese hanno bisogno di risposte in tempi brevi. Dobbiamo cercare di mettere in campo un percorso condiviso e partecipato. Altrimenti la situazione non potrà che peggiorare».

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