Il Tirreno

Livorno

Un’opera sulla vita di Giuseppe Emanuele Modigliani, politico livornese e antifascista

Sulla scrivania un libro inedito

A.G.

Stava correggendo la prima stesura già inviata alla Rizzoli

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 LIVORNO. «Fai conto che io con la barba ci sia nato, gridò alla moglie Vera che lo supplicava di tagliarsela...»  Questo è l'incipit del libro dedicato a Giuseppe Emanuele Modigliani (fratello dell'artista Amedeo), a cui Aldo Santini stava lavorando da tempo. Un'opera che rimarrà inedita: la prima stesura, con 217 pagine suddivise in 17 capitoli, era già stata inviata alla Rizzoli e proprio in questi giorni lo scrittore aveva cominciato a correggere e a riassumere il testo.  Non ce l'ha fatta a portare a termine il suo lavoro: l'opera, rigorosamente battuta con la macchina da scrivere (ne aveva tre, la sua preferita era la gloriosa Olivetti Lettera 22), è rimasta sulla sua scrivania con le prime correzioni che aveva fatto a penna. E non sarà mai stampata.  Santini teneva tantissimo a questo libro: sapeva che avrebbe potuto essere l'ultimo e poi voleva far conoscere la figura di Menè Modigliani, politico (fu tra i fondatori della sezione livornese del Partito Socialista Italiano) e antifascista, oscurata - secondo Santini a torto - dalla fama del fratello Modì.  Il lavoro aveva già un titolo, seppur provvisorio: "Modigliani (l'onorevole) contro Mussolini". E nel primo capitolo Santini raccontava di quando "Modigliani sfidò a duello Mussolini e Mussolini si tirò indietro". Questa opera, inedita, è l'ultima eredità che Santini ha lasciato a Livorno e ai livornesi.

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