Il Tirreno

Livorno

Presa la baby gang di via Grande

Lara Loreti
<b>POLIZIA. </b>Francesco Zerilli (Anticrimine), Bruno Mezzatesta (Firenze) e Patrizia Gentile (Minori) ieri alla conferenza stampa
◗
POLIZIA. Francesco Zerilli (Anticrimine), Bruno Mezzatesta (Firenze) e Patrizia Gentile (Minori) ieri alla conferenza stampa

Estorsioni e furti: sette ragazzi ai domiciliari, due in comunità

2 MINUTI DI LETTURA





 LIVORNO. All'uscita di scuola l'inverno, sul mare l'estate. E sempre su via Grande, setacciata ogni giorno. Qualunque ragazzino passasse di lì è stato fermato o ha assistito ai soprusi della baby gang del centro: nove adolescenti, albanesi, macedoni e livornesi, tra i 14 e i 16 anni.  La forza del branco per sopraffare coetanei e compagni più piccoli e più deboli, vittime di furti ed estorsioni per oltre due anni. Sono nove i teenager che dall'altro ieri sono stati sottoposti a misure cautelari, disposte dal gip del tribunale dei minori di Firenze. Sette di loro si trovano ai domiciliari (per loro è stata decisa la permanenza in casa), altri due invece sono stati portati in comunità di recupero. Lo ha deciso la gip del tribunale dei minori di Firenze Bianca Bellucci, su richiesta della pm che ha coordinato l'inchiesta, Benedetta Parducci. Queste le accuse emerse in una vasta indagine della questura, iniziata grazie alle segnalazioni dei poliziotti di quartiere e proseguita con il lavoro dell'ufficio minori, dell'anticrimine, guidato da Francesco Zerilli, e della sezione di polizia giudiziaria della Procura presso il tribunale minorile di Firenze.  Sono numerosi gli episodi contestati e le vittime che hanno presentato denuncia per ora sono cinque, ma secondo quanto emerso nel corso del lavoro della polizia, sarebbero molte di più. Teatro dell'azione, soprattutto via Grande, piazza Guerrazzi, piazza della Repubblica, in qualche caso villa Fabbricotti e poi le scuole, medie e superiori, frequentate dai bulletti.  Secondo quanto ricostruito dalla polizia, i ragazzi del gruppo fermavano le vittime, tutte minorenni, ed estorcevano loro con minacce soldi, cellulari, palloni e persino biciclette. Alla fine le vittime erano talmente terrorizzate da sentirsi costrette a rifugiarsi nei negozi di via Grande o a cambiare strada.  «In certi casi - spiega l'ispettore Patrizia Gentile dell'ufficio minori - la situazione era talmente incancrenita che alle vittime bastava incrociare per strada questi ragazzi per cedere loro denaro». Diverse le reazioni dei genitori: «Alcuni erano disperati al momento dell'esecuzione delle misure cautelari - dice Zerilli - In altri casi, invece, hanno anche sminuito gli episodi come "bravate da bambini". Da un atteggiamento come questo può nascere un'idea di impunità come questi giovani ormai sembrano avere». Bruno Mezzatesta, della polizia giudiziaria della Procura fiorentina, fa notare il valore educativo dei provvedimenti: «È importante che questi giovani imparino la lezione e capiscano che il loro atteggiamento era sbagliato».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web