Sicurezza
Pistole e coltello, rapina alle Poste
Lara Loreti
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PAURA. I cassieri delle Poste ascoltati dagli agenti della squadra mobile e sopra l’ufficio chiuso per rapinaIn tre fanno irruzione e portano via 800 euro. Terrore fra cassieri e clienti
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LIVORNO. Due pistole, un coltello. Caschi e passamontagna per travisare il viso. E una fuga studiata per disperdersi e confondere le vittime e quindi anche la polizia nelle ricerche. Tanta strategia per 800 euro di bottino. Un blitz andato in scena ieri mattina all'ufficio postale di corso Mazzini. I banditi irrompono nella sede di corso Mazzini alle 9 circa. All'interno ci sono i cassieri e una decina di utenti. Sono in tre e fanno molta scena, tutti travisati. Due indossano i caschi, un altro un passamotagna. I primi due, uno ha la pistola e l'altro il coltello, si fanno strada tra la gente, dopo aver detto la classica, ma inflazionata e ormai un po' demodé frase: «Questa è una rapina». Secondo i testimoni, uno dei tre pronuncia queste parole in italiano, forse con un'inflessione livornese. Il terzo rapinatore, che impugna un'altra pistola, resta sulla porta a fare da "palo". I complici intanto raggiungono le casse e da un impiegato si fanno consegnare i soldi presenti nel cassetto: 800 euro, che sistemano in una sacca. I banditi, a quanto pare, si accontentano del pur magro bottino, specialmente se si considera che dovrà essere diviso in tre parti. Quindi escono e scappano. E la fuga è ben organizzata. Uno monta al volo su uno scooter e sparisce in direzione mare. Pare che dopo la rotonda di piazza Mazzini abbia imboccato il lungomare. Gli altri due, invece, se la danno a gambe verso il centro. Molto probabilmente, qualcuno li aspetta in un vicolo con un mezzo oppure loro stessi raggiungono un altro scooter o un'auto per proseguire la fuga. Intanto, i dipendenti delle Poste e anche alcuni clienti danno l'allarme al 113 della polizia, che arriva dopo poco con le volanti e poi con la squadra mobile. In base a quanto emerso, non ci sono testimoni che abbiano visto i tre in viso mentre erano per strada. Lo stesso ufficio postale era stato preso di mira da due malviventi il 22 giugno: anche in quel caso uno era entrato e l'altro era rimasto alla porta. Avevano portato via 900 euro.
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