Il Tirreno

Livorno

«Chiedo perdono ai poliziotti ho sbagliato, è giusto che paghi»

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 LIVORNO. Roberto Perciavalle, arrestato insieme al padre e al fratello per l'aggressione ai poliziotti di sabato notte a Salviano, ha inviato questa lettera di scuse agli agenti.  Lontano da me cercare di trovare giustificazioni o attenuanti o cercare di minimizzare ma ritengo che sia bene che l'opinione pubblica sappia che io, mio fratello e mio padre siamo persone senza alcun tipo di precedente penale, tutti lavoratori seri e, per chi ci conosce, tutte persone tranquille. Nessuno di noi può essere qualificato come persona violenta né tanto meno pericolosa. Parla chiaro, appunto, l'assenza di precedenti penali. Questa è stata la valutazione del magistrato che ci ha arrestato e di quello che ci ha imposto l'obbligo di presentazione quotidiano in questura.  Per quanto riguarda la mia posizione intendo scusarmi ora, come farò in occasione dell'udienza di sabato prossimo, con l'agente di polizia e con la sua famiglia. Quello che mi ha visto protagonista è stato senza dubbio un grave episodio ma che tale è rimasto e che mai più potrà ripetersi. Non è, quindi, vero che se una persona commette un, pur grave, errore in 40 anni di vita, debba, per forza di cose, commetterlo nuovamente. E' stato un folle, scellerato ma irripetibile episodio. Quando sono intervenuto sul posto durante quella terribile nottata ho visto che era già in atto una colluttazione tra due poliziotti da una parte ed uno dei miei fratelli e mio padre (di 70 anni) dall'altra.  Avevo appena scoperto che la mia casa era stata svaligiata, i miei familiari piangevano ed ero davvero sconvolto. Solo per questa serie di motivi, solo nell'intento di intervenire "a difesa" dei miei familiari, che amo sopra ogni cosa, senza conoscere nulla di quanto fosse accaduto poco prima, sono intervenuto. E non perché la pattuglia era arrivata in ritardo. Nessuna volontà di uccidere, quindi, ma solo quella di impedire che venisse fatto del male ai miei familiari. In quel momento, vi assicuro, non ho considerato affatto chi avessi davanti ed ho commesso un grave errore.  Riconosco, quindi, di avere sbagliato nel non fidarmi delle forze dell'ordine e di avere sicuramente esagerato. Ciò detto non ritengo davvero di poter essere ritenuto una persona pericolosa. Ho pagato e pagherò quanto necessario per quello che è stato solo un gravissimo fatto, conclusosi bene anche per la professionalità mostrata dagli agenti ai quali chiedo di nuovo scusa. Io e i miei fratelli, in occasione dell'udienza, verseremo anche una somma in favore degli agenti di Polizia offesi dai reati a noi attribuiti.

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di Redazione web