Italia
«Non vogliamo chi investe sui veleni»
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La protesta degli anti discarica in via del Limoncino Il comitato anti-discarica replica a Confindustria mentre Bellabarba incontra Nista
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LIVORNO. «Livorno rischia di non attrarre più imprenditori? Ma non vogliamo aprire le porte a chi investe sui veleni...». Non si è fatta attendere un giorno la risposta del comitato anti discarica al duro intervento dei vertici di Confindustria che chiedono il rispetto dell'autorizzazione rilasciata alla società Bellabarba e l'entrata in funzione della discarica per rifiuti speciali, non pericolosi, inerti. «Gli industriali - si legge in una nota a firma del comitato - sembrano dimenticare (volutamente?) che è in corso un'indagine che non ha precedenti nella morta gora di Livorno (dove non succedeva mai niente!): la Procura ha definito illegittime le autorizzazioni per la discarica, emettendo, per ora, cinque avvisi di garanzia. E tutto dopo avere sequestrato la discarica di Monteburrone. Evidentemente ci sono dubbi sull'iter procedimentale e sul sito scelto». «In più - continua la nota - Confindustria dimentica che il giudice, in sede civile, ha nominato due consulenti per la valutare l'idoneità di via del Limoncino al traffico dei mezzi pesanti». Intanto gran parte della relazione richiesta dalla Procura al Cnr di Pisa è arrivata sulla scrivania del Pm Filippo Maffeo. Il lavoro dei tecnici è giunto quasi al termine e negli ultimi giorni non ci sono stati nuovi sopralluoghi sul monte La Poggia. Ieri mattina, invece, c'è stato un delicato incontro tra i rappresentanti della società e l'assessore all'ambiente della Provincia, Nicola Nista. Sul tavolo la possibile riduzione dei codici di rifiuto ammessi nell'impianto e, soprattutto, la fase dei collaudi. Paolo Bellabarba fa sapere che «a fine mese saremo pronti, manca solo la stesura degli ultimi teli, stiamo facendo i collaudi giorno per giorno, a settembre ci rimarranno da testare solo alcuni impianti». Alla fine dovrà essere la Provincia a mettere il timbro sul collaudo e ieri l'assessore avrebbe chiesto informazione proprio sul calendario degli ultimi lavori. Intanto il comitato promette battaglia: «L'indagine della Procura non è ancora finita e visti gli intrecci di cui leggiamo tra consiglieri, dirigenti, tecnici, sarebbe meglio che certi personaggi tacessero per evitare, fra qualche giorno, di fare brutte figure».
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