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Maltrattamenti in famiglia, il tribunale li allontana da casa
Uno maltrattava l'anziana madre, l'altro la moglie e i tre figli, tra cui uno molto malato. Entrambi sono stati colpiti da ordinanze di allontanamento da casa disposte dal tribunale di Livorno. Si tratta di due livornesi, rispettivamente di 36 e 45 anni, disoccupati, denunciati per maltrattamenti in famiglia.
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LIVORNO. Uno maltrattava l'anziana madre, l'altro la moglie e i tre figli, tra cui uno molto malato. Entrambi sono stati colpiti da ordinanze di 'allontanamento da casa' disposte dal tribunale di Livorno. Si tratta di due livornesi, rispettivamente di 36 e 45 anni, disoccupati, denunciati per maltrattamenti in famiglia.
Nel primo caso, hanno spiegato dalla questura di Livorno che ha indagato sugli episodi, il trentaseienne, disoccupato, sarebbe stato protagonista per anni di violenze psicologiche contro la madre settantenne nei confronti della quale aveva un atteggiamento definito dalla polizia "parassitario". È stata la donna a trovare il coraggio di denunciare tutto alle forze dell'ordine, nonostante fosse terrorizzata dalle reazioni del trentaseienne, originate anche da motivazioni futili.
La seconda vicenda, invece, avrebbe visto autore dei maltrattamenti un quarantacinquenne, pure lui disoccupato, già condannato in via definitiva per maltrattamenti in un'altra famiglia, che avrebbe gettato in un continuo stato d'angoscia la terza moglie e i figli, la più grande dei quali ha 14 anni e uno dei quali è molto malato. L'uomo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, vivrebbe alle spalle della famiglia, sostenuta solo dai contributi economici del padre della moglie. Oltre alle esplosioni d'ira nei confronti dei figli e alle violenze psicologiche alla moglie ("Non sei buona a niente, non vali nulla", le avrebbe detto più volte), l'uomo avrebbe fatto vivere in casa anche due cani lupo, rendendo ancora più difficile la convivenza con il figlio malato.
Nel primo caso, hanno spiegato dalla questura di Livorno che ha indagato sugli episodi, il trentaseienne, disoccupato, sarebbe stato protagonista per anni di violenze psicologiche contro la madre settantenne nei confronti della quale aveva un atteggiamento definito dalla polizia "parassitario". È stata la donna a trovare il coraggio di denunciare tutto alle forze dell'ordine, nonostante fosse terrorizzata dalle reazioni del trentaseienne, originate anche da motivazioni futili.
La seconda vicenda, invece, avrebbe visto autore dei maltrattamenti un quarantacinquenne, pure lui disoccupato, già condannato in via definitiva per maltrattamenti in un'altra famiglia, che avrebbe gettato in un continuo stato d'angoscia la terza moglie e i figli, la più grande dei quali ha 14 anni e uno dei quali è molto malato. L'uomo, secondo quanto ricostruito dalla polizia, vivrebbe alle spalle della famiglia, sostenuta solo dai contributi economici del padre della moglie. Oltre alle esplosioni d'ira nei confronti dei figli e alle violenze psicologiche alla moglie ("Non sei buona a niente, non vali nulla", le avrebbe detto più volte), l'uomo avrebbe fatto vivere in casa anche due cani lupo, rendendo ancora più difficile la convivenza con il figlio malato.
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