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I vertici dell'Atl «Ci siamo ridotti le retribuzioni»
Anna Cecchini
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LIVORNO. Il dieci per cento di stipendio in meno. Per tutti i rappresentanti del Consiglio di amministrazione e anche per i sindaci revisori. Atl, l'azienda di trasporto pubblico che opera in provincia di Livorno, ha optato per una cura dimagrante degli emolumenti che ogni anno si mettono in tasca i soggetti che sono più alti in carica all'interno delo staff aziendale. Un taglio deciso due giorni fa, quando si è riunito il Cda. Atl quindi, in un momento in cui a livello locale e nazionale imperversa la polemica sui costi della politica, è il primo soggetto pubblico-privato che nella zona ha deciso di alleggerire le tasche dei propri amministratori. «Lo ha fatto il Presidente Napolitano - dice sorridendo il presidente Atl, Alfredo Fontana -, che ha dato un esempio, non capisco perché non possiamo farlo noi». Quella di Fontata è una battuta, ma fa capire l'intento del provvedimento adottato dal Cda Atl. L'idea di diminuire del dieci per cento gli stipendi degli organi aziendali in verità viene da lontano. È nata quando alla fine dell'anno scorso il Cda è venuto a conoscenza dei tagli dei finanziamenti a cui Atl sarebbe andata in contro. Tagli che, come ben sanno i passeggeri dei bus che transitano in città e sul territorio provinciale, hanno portato a una drastica riduzione del numero delle corse e a una riorganizzazione, non sempre ottimale - almeno a giudicare dal grosso quantitativo di proteste dei paggeri, delle linee urbane ed extraurbane. «Nei mesi scorsi - dice Fontana -, quando abbiamo saputo che i finanziamenti sarebbero diminuiti, avevamo già pensato di tagliare le retribuzioni degli organi aziendali». Il fatto è che a ridosso della batosta del decremtno dei fondi Atl è stata impegnata a tempo pieno nella revisione globale del sistema di trasporto. Ora che la riorganizzazione sembra essere a buon punto, l'azienda ha ripreso in mano la vecchia ipotesi di rivedere l'ammontare delle remunerazioni. «Ne abbiamo parlato e ci è sembrata una decisione sensata - prosegue il presidente Fontana -, anche per dare un segnale importante in una situazione economica generale che come tutti sanno è difficile». Ma perché il Cda dell'azienda di trasporti ha deciso di tagliarsi gli stipendi proprio del dieci per cento? «A conti fatti risulta che Atl abbia subito una diminuzione dei fondi pubblici di circa il dieci per cento - spiega il presidente -, ecco che abbiamo deciso di auto-tassarci secondo la stessa percentuale». In questo modo, a partire da agosto (il provvedimento entra in vigore già dallo stipendio di questo mese), il presidente Fontana invece dei 60.000 euro lordi all'anno ne guadagnerà 54.000, come del resto il vicepresidente Mario Oliva si vedrà decurtare la retribuzione annua di 1.239 euro (da 20.664 euro lordi annui a 19.425). In tutto, facendo un calcolo dei tagli, i vertici Atl rinunceranno a una somma pari a 11.559 euro all'anno. «È solo un segno, ma è importante - termina Fontana - anche perché noi siamo una Spa, che con la politica ha poco a che fare. Ma tutti noi, anche la componente privata, ci siamo resi disponibili ad adottare questo provvedimento. In realtà Atl è economicamente in pari, abbiamo chiuso in attivo il bilancio per il terzo anno consecutivo e poi noi rispondiamo personalmente, a livello penale, civile e alla Corte dei conti. Quindi accostare le nostre figure a quelle dei politici è un errore».
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