Il Tirreno

Livorno

Coltello alla gola della bambina? Tutto falso, i soldi li aveva presi la madre

Lara Loreti
La casa a soqquadro: tutta una simulazione
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La casa a soqquadro: tutta una simulazione

Aveva raccontato di essere stata rapinata da due maghrebini che avevano anche minacciato la figlia di 8 mesi con un coltello. Non era vero niente: era stata lei stessa a prendere i soldi dalla cassaforte dei genitori per consegnarli ai due uomini, con i quali il marito - in carcere per droga - aveva contratto un debito di 2 mila euro

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Si era procurata le ferite da sola per rendere più credibile il suo racconto. In realtà la storia della rapina era inventata: è stata indagata per simultazione di reato, calunnia e procurato allarme la livornese di 23 anni che aveva detto di essere stata aggredita da due maghrebini insieme a sua figlia venerdì mattina in via Trieste, mentre si trovava a casa dei suoi genitori.

La squadra mobile della polizia dopo l'agguato ha ascoltato più volte la testimonianza della ragazza. Ma la sua versione ogni volta era diversa e piena di contraddizioni. Finché la ventitreenne si è convinta a confessare tutto.

La donna aveva dichiarato che quella mattina due maghrebini erano entrati nel suo appartamento e avevano portato via 400 euro e vari gioielli dalla cassaforte. Che i due si erano spacciati per addetti del Comune e che, per ottenere i monili e i contanti, l'avevano presa per i capelli e avevano minacciato la bambina di 8 mesi con un coltello. In realtà era stata lei ad aprire la porta a quegli uomini che conoscono bene suo marito, un tunisino detenuto in carcere per droga.

Lei stessa si era procurata di sotterfugio le chiavi della cassaforte della casa dei genitori e nei giorni precedenti aveva già sottratto dei gioielli e li aveva venduti a un "Compro Oro" per ricavare dei contanti da consegnare ai due nordafricani. Suo marito aveva infatti contratto con loro un debito di 2 mila euro che sarebbero serviti secondo la ragazza a pagare l'affitto, ma la polizia sta facendo degli accertamenti.

Al momento dell'arrivo dei due in casa lei stessa aveva consegnato spontaneamente altri gioielli più 400 euro in contanti simulando che la cassaforte fosse stata forzata. Una messa in scena, dunque, per restituire i soldi di un debito contratto dal marito, attraverso il denaro e i gioielli dei due ignari genitori. Ora, grazie al lavoro della polizia, la posizione della ragazza è passata da vittima a indagata.

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di Redazione web