Gioco
A Effetto Venezia la marineria francese e livornese a confronto
Roberto Riu
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Enrico Campanella con il Vaurien Tele-fafàIn esposizione foto, modellini ed il mitico Tele-fafà, il Vaurien campione del mondo nel 1966
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La tradizione marittima livornese si confronta con quella francese lungo le rotte del mar Ligure nella mostra in corso alla Circoscrizione 2 (scali Finocchietti). Organizzata dall'Associazione Culturale Amici delle Barche, fondata e presieduta da Enrico Campanella, la mostra ripercorre i legami storici sorti tra la Francia e Livorno sin dalle sue origini quando una delle comunità più rappresentative era appunto la Nazione Francese di cui si trova testimonianza, fra l'altro, in uno degli altari innalzati nella seicentesca Chiesa della Madonna.
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Realizzata in collaborazione con il Circolo Velico di Antignano, la mostra si snoda fra i documenti storici della Camera di Commercio riguardanti, ad esempio, Francesco De Larderel ed attraverso le foto di Claudio Castaldi, Paolo Pagnini e Franco Catalucci raffiguranti il lavoro dei mastri d'ascia oppure la marina francese a Livorno. La tradizione marinara viene illustrata anche con diversi modellini navali realizzati Giovanni Corazzi, Giuseppe Ghelardi e Giulio Teofano: fra di essi spicca, in particolare, la collezione di gozzi alla scia realizzata da Roberto Baronti, autore anche di un gozzo Garfagnoli del 1953 e di vari gozzi a 10 del Palio Marinaro fra i quali lo storico Capitan Launaro, risalente al 1928.
Addobbata con bandiere e vele, la sala è dominata dal battello ripiegabile inventanto dal grande navigatore solitario francese Marcel Bardiaux e soprattutto da Tele-fafà, il mitico Vaurien campione del mondo nel 1966 e costruito dal cantiere di Luciano Gavazzi, che avrebbe promosso in Italia la diffusione della famosa deriva monotipo disegnata da Jean-Jacques Herbulot nel 1951, esattamente sessant'anni fa.
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Realizzata in collaborazione con il Circolo Velico di Antignano, la mostra si snoda fra i documenti storici della Camera di Commercio riguardanti, ad esempio, Francesco De Larderel ed attraverso le foto di Claudio Castaldi, Paolo Pagnini e Franco Catalucci raffiguranti il lavoro dei mastri d'ascia oppure la marina francese a Livorno. La tradizione marinara viene illustrata anche con diversi modellini navali realizzati Giovanni Corazzi, Giuseppe Ghelardi e Giulio Teofano: fra di essi spicca, in particolare, la collezione di gozzi alla scia realizzata da Roberto Baronti, autore anche di un gozzo Garfagnoli del 1953 e di vari gozzi a 10 del Palio Marinaro fra i quali lo storico Capitan Launaro, risalente al 1928.
Addobbata con bandiere e vele, la sala è dominata dal battello ripiegabile inventanto dal grande navigatore solitario francese Marcel Bardiaux e soprattutto da Tele-fafà, il mitico Vaurien campione del mondo nel 1966 e costruito dal cantiere di Luciano Gavazzi, che avrebbe promosso in Italia la diffusione della famosa deriva monotipo disegnata da Jean-Jacques Herbulot nel 1951, esattamente sessant'anni fa.
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