Gioco
Cognetta (Fimmg) sulla novità nelle prescrizioni
«Più semplice fare gli esami in base all'effettiva urgenza»
Gian Ugo Berti
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Pasquale Cognetta segretario provinciale dei medici di famiglia 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Azzerare le liste d'attesa è impossibile, qui come in qualsiasi altro posto dell'Italia. Più offri, più si chiede. La tutela della salute non ha davvero fondo. In qualche settore, come quello dell'esame eco-doppler vascolare, uno fra i più richiesti per la praticità e la semplicità d'esecuzione, l'accordo fra l'Asl livornese e i medici di base sta dando i suoi frutti e i tempi sono accettabili. Si tratta allora, con tanta buona volontà e flessibilità, di ampliare questo percorso organizzativo. E' la risposta del segretario provinciale dei medici di famiglia (Fimmg), Pasquale Cognetta, a commento dell'iniziativa del ministero della Salute di rendere operative quattro fasce per visite ed esami in base alle necessità (72 ore per l'urgenza, 10 giorni per le indifferibili e 30 e 60 per visite e rispettivamente esami differibili). «Una situazione in fase di studio in Toscana - spiega Cognetta - che si scontra difficoltà derivanti da una crescente richiesta di esami per motivi sia curativi che di prevenzione, riduzione delle risorse disponibili». «Sul ricettario esistono le voci U (urgenza), B (breve scadenza), D (differibile), P (programmata), ma la novità del ministero - prosegue il medico - è ora quella di avere anche dato delle scadenze e dei tempi. Senz'altro rappresenta una scelta indicativa valida che ci trova comunque preparati. Si tratta quindi di ottimizzare i vari percorsi». «Sono dunque la buona volontà e la disponibilità dei singoli attori del percorso di tutela della salute che devono scandire modi e comportamenti. Anche uno snellimento burocratico potrà inoltre avere un'importanza affatto secondaria - afferma Cognetta - il ministro ha dato l'esempio». Non potendo quindi eliminare le liste, in qualche modo occorre che i tempi siano correlati alle condizioni del paziente ed alla gravità dello stato clinico, con percorsi differenziati. «Ciò adeguerebbe le liste al bisogno del cittadino - conclude il medico -. Per far funzionare il sistema è necessario un coinvolgimento sia degli operatori sanitari,sia del cittadino che non pretenda più del dovuto. Sarebbe quindi opportuna quindi una trattativa sindacale per concordare la soluzione del problema».
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