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Sentita di nuovo la madre della piccola minacciata col coltello: la mobile indaga sulla credibilità della sua versione
Rapina in casa, sviluppi nell'indagine della polizia
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La polizia intervenuta in via Trieste dopo la rapina 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Nuovi sviluppi nell'indagine sulla rapina in casa di via Trieste. Il colpo messo a segno venerdì mattina potrebbe non essere un assalto: gli investigatori stanno verificando la credibilità della versione della vittima, la donna di 22 anni madre della bambina di 18 mesi che sarebbe stata aggredita. Secondo quanto emerso dalla testimonianza della vittima al momento del primo intervento della polizia e dall'ambulanza, due nordafricani avrebbero fatto irruzione nell'appartamento, dove lei si trovava con la figlioletta, e avrebbero messo il coltello alla gola della piccola per ottenere il contenuto della cassaforte. Dentro c'erano 400 euro e diversi gioielli. Risparmi e oro dei genitori della 22enne, ospite della sua famiglia per una settimana. Sabato pomeriggio, la squadra mobile della polizia ha ascoltato di nuovo la testimonianza della ragazza. Sono tanti i punti ancora da chiarire e ci sarebbero alcune incongruenze che avrebbero fatto drizzare le antenne agli inquirenti. I due magrebini si sarebbero spacciati per addetti del Comune, ciò però presuppone che parlino molto bene l'italiano. I due hanno trovato la porta dell'abitazione aperta: anche questo è un punto da verificare. Poi avrebbero puntato il coltello alla gola della bimba di 18 mesi. La bimba è illesa, la madre invece ha dei piccoli tagli al braccio e al sopracciglio (5 giorni di prognosi): da chiarire la dinamica della colluttazione. Infine la cassaforte ha segni di effrazione piuttosto lievi: come hanno fatto i malviventi ad aprirla? Dietro il furto in realtà potrebbe esserci un regolamento di conti legato alla droga. Ma questa è un'ipotesi che solo il lavoro dell'autorità giudiziaria potrà confermare o smentire. La squadra mobile, coordinata dal pm Luca Masini, sta lavorando sul caso.
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