Sicurezza
«Perso il 28% dei clienti»
Giachetti (Sib): «Tutta colpa della crisi e del maltempo. Prezzi troppo alti? Non è vero»
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LIVORNO. Crisi, pioggia e libeccio. Così dal 22 maggio al 15 luglio gli stabilimenti balneari di Livorno e provincia hanno registrato un calo di presenze del 28 per cento. È quanto riferito dal presidente del Sib Confcommercio (il sindacato dei balneari), Gianfranco Giachetti. «Rispetto allo stesso periodo dello scorso anno - scrive Giachetti - i dati, calcolati fino al 15 luglio, parlano di un meno 28 per cento». Più della media toscana, che ha fatto registrare un meno 20 per cento. «Se calcoliamo la vendita di abbonamenti, cabine e ombrelloni - continua il presidente del sindacato, che gestisce anche i bagni Tirreno - il calo a inizio stagione è stato in media del 21 per cento. Il restante sette per cento è dovuto al maltempo. Abbiamo calcolato che ben quattro fine settimana sono stati pessimi, con pioggia, vento e mareggiate». Mareggiate che, riferisce Giachetti, hanno ridotto le spiagge di un paio di metri costringendo alcuni gestori a far scendere il numero di ombrelloni e sdraio a disposizione dei bagnanti. Il maltempo, è evidente, ci ha messo del suo. Ma come spiegano i balneari quel crollo del 21 per cento già al momento di prenotare? «Colpa della crisi - risponde Giachetti - in città c'è un altissimo numero di disoccupati e cassaintegrati. Negli ultimi due o tre anni il calo è stato continuo». A maggior ragione, i prezzi non sono troppo alti? «Un abbonamento stagionale - controbatte il gestore - costa in media 160 euro e vale 140 giorni, poco più di un euro al giorno. Con accesso a spiaggia, docce, piscine, magari scivoli, dal mattino fino alla sera. Mi dica lei se è troppo... In ogni caso il biglietto di ingresso è lo stesso da tempo: per il resto non ci sono stati aumenti sproporzionati rispetto al costo della vita e ai valori Istat». Giachetti sostiene che non si possa dare «la colpa ai gestori, tutti hanno cercato di investire, incrementare le attività e al tempo stesso contenere i prezzi, proprio perché i sintomi di un calo erano nell'aria. Il maltempo ci ha messo del suo: la sera fa freddo, bar e ristoranti lavorano pochissimo. Speriamo che agosto ci conceda una tregua. Così come i vigili che fanno le multe sul lungomare...». VENTI Nel nuvoloso luglio 2011 le raffiche di vento (soprattutto libeccio e maestrale) hanno raggiunto i 64 chilometri orari. La punte massime lunedì 18 luglio (64 chilometri orari) e mercoledì 20 (62 chilometri). Nelle ultime due settimane il vento non si è quasi mai fermato, con raffiche che hanno oscillato tra i 22 e i 56 chilometri.
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