Il Tirreno

Livorno

Consiglieri Pd infilzano la giunta

Mauro Zucchelli
In alto: Latorraca e Fenzi (Pd)
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In alto: Latorraca e Fenzi (Pd)

Profughi snobbati, la commissione contesta l'operato del Comune

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 LIVORNO. Neanche il tempo di tirare un sospiro di sollievo ed ecco che per la squadra del sindaco Cosimi a Palazzo civico salta fuori un'altra grana con la propria maggioranza: e stavolta parliamo più dei rapporti interni al Pd più che dei mugugni di alleati come Sel e Idv.  Il nuovo fronte riguarda l'atteggiamento sul fronte politicamente caldo dell'accoglienza ai profughi: forse non è una sberla ma quantomeno una bella tirata d'orecchi. Messa nero su bianco come "atto d'indirizzo" della quinta commissione consiliare di Palazzo civico, guidata da esponenti Pd come Paolo Fenzi (presidente) e Alessandro Latorraca (vice): la giunta faccia dietrofront rispetto alle decisioni n. 132 e n. 158 prese a maggio sulla questione profughi.  Guai a trasformare tutto nel solito teatrino per cui qualsiasi argomento diventa solo un espediente per battibecchi. Questa bacchettata - qualcosa di più di una dichiarazione alla stampa o d'un gossip - arriva però in fila con una sequenza di scontri dentro la maggioranza e con la giunta.  Ad esempio, sull'Authority: con Penco e Camici che contestano il piano Gallanti.  Ad esempio, sulla discarica nell'ex cava del Limoncino: con la circoscrizione 4 a guida Pd che chiede una alternativa; con il capogruppo Idv (Romano) che detta l'altolà e un consigliere comunale Pd (Tramonti) che invoca un "piano B"; con il segretario territoriale (Di Rocca) che invita tutti a una tregua estiva; con dirigenti e ex dirigenti (Bartoli e Campioni) che ora lavorano come consulenti per Bellabarba.  Ad esempio, sull'ex Gran Guardia: con la squadra del sindaco che in extremis evita il patatrac della mancanza del numero legale che avrebbe fatto saltare la seduta.  Il documento è stato approvato in commissione da un fronte forse inaspettatamente ampio: va dal Pdl a Rifondazione-Pdci, passando - oltre che per Fenzi e Latorraca - per Del Corona e Terreni (Pd), Giannini (Sel), Cannito (Città Diversa), Cosimi (Prc-Pdci), Lamberti (Confronto), Romiti (Pdl), Russo (Pdl-Amadio) e Capuozzo (Udc). Contrari Amadio nel centrodestra e Romano nel centrosinistra, assente il leghista Ghiozzi.  I toni del documento non potrebbero esser più duri: gli atti di indirizzo dell'amministrazione - scrive la commissione - «non rispondono alla situazione sopra descritta, alle caratteristiche sociali e culturali e al senso di responsabilità e di solidarietà che questa città ha sempre espresso».  Il bersaglio sono soprattutto due aspetti. L'uno: la giunta ha affidato la gestione dell'emergenza profughi «alla sola Protezione civile privilegiando quindi esclusivamente l'aspetto della sistemazione logistica» (al contrario, la commissione chiede alla giunta di metterla invece nelle mani del settore sociale, «settore più consono al coinvolgimento dell'associazionismo laico e religioso, già disponibile»). L'altro: benché sia «giusta» la preoccupazione per l'emergenza casa a Livorno, è sbagliato porre la questione dei profughi «in termini alternativi all'emergenza abitativa» perché l'accoglienza alle persone immigrate e il sostegno alle fasce di disagio sul fronte casa non può essere «raffigurata come una guerra fra poveri».  La commissione va in rotta di collisione con la decisione di giunta di fine maggio che, richiamando una precedente decisione di inizio febbraio, si riferisce all'iter per arrivare a raccogliere "manifestazioni d'interesse" per una nuova gestione di Villa Morazzana: in pratica, il 30 maggio la giunta stabilisce di riprendere in pugno la disponibilità di Villa Morazzana, altrimenti bisognerebbe sospendere la procedura («eventualità quest'ultima non possibile», dice la giunta). Viceversa, il documento della commissione consiliare invita Palazzo civico di aprire le orecchie a quanto chiedono i rappresentanti di Villa Morazzana «riguardo alle necessità più prossime: corsi di mediazione linguistica, facilità di accesso alla città, sinergie con la provincia al fine di attivare percorsi di formazione tesi a far incontrare domanda/offerta di lavoro nei settori più richiesti».

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