Il Tirreno

Livorno

Presi i banditi dei Compro oro

Lara Loreti
Roberto Sandrelli viareggino di 46 anni
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Roberto Sandrelli viareggino di 46 anni

Due arrestati, uno è parente della Sandrelli. Accusati dei colpi in città

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 LIVORNO. Passamontagna, occhiali da sole, pistola e coltello. I carabinieri li hanno bloccati sulla soglia di un Compro Oro a Viareggio. Fermati in flagranza di reato: Roberto Sandrelli, 46 anni, e Cristiano Nazzi, 37, sono accusati di aver messo a segno anche le rapine ai due Compro oro in città.  Sandrelli (parente di Stefania Sandrelli, ma l'attrice afferma di non conoscerlo) è viareggino e abita in centro. Nazzi invece è nato a Seravezza e abita a Pietrasanta.  Sono le 11.45 di giovedì, via Machiavelli a Viareggio. I due, come accertato dai carabinieri, hanno appena parcheggiato una Smart fuori dal negozio. Scendono e si mettono il passamontagna. Indossano già gli occhiali da sole e camicie a maniche lunghe, secondo gli investigatori per nascondere i tatuaggi. Ad osservarli ci sono i carabinieri nel Nucleo investigativo, guidati dal capitano Luigi Perri. I militari gli stanno addosso da giorni: hanno raccolto testimonianze sull'auto usata nel colpo in viale Alfieri a Livorno e li tengono d'occhio con pedinamenti e appostamenti. I due cambiano spesso vettura, ma non sfuggono all'attenzione degli investigatori. Quando li vedono entrare nel negozio, i carabinieri in un attimo sono addosso ai due. Li bloccano e ammanettano, senza dare loro il tempo di rendersi conto. In quel momento, Nazzi sta per estrarre la pistola. L'arma è appena stata comprata in un'armeria in centro a Viareggio. Si tratta di una riproduzione giocattolo in metallo della Glock, in grado di sparare a salve (i carabinieri hanno trovato anche le pallottole) e senza tappo rosso. Sandrelli invece, come accertato dai militari, ha con sé un coltello a serramanico, oltre a una grossa somma di contanti: in tutto, i due portano con sé 1300 euro. E hanno in tasca anche un nastro adesivo, dello stesso tipo usato dai malviventi in azione il 18 luglio al Compro oro di corso Amedeo a Livorno e il 22 a quello di viale Alfieri. A quel punto i due vengono arrestati: l'accusa è rapina aggravata con sequestro di persona. Entrambe le commercianti rapinate in città sono state legate con lo scotch.  Scattano le perquisizioni e i carabinieri trovano altro materiale: in auto e in casa ci sono un passamontagna ed una calza annodata su un lato, manette artigianali formate da fascette, telefoni e documenti vari.  A casa di Sandrelli i militari trovano anche una piantina di marijuana, metadone e sostanze per tagliare la droga. E nella Smart c'è anche dell'eroina. I due sono già noti alle forze dell'ordine per episodi legati alla droga e alla ricettazione.  «L'oro rubato è stato venduto - spiega Perri - perciò i due avevano ampia disponibilità di contanti». «Le rapine nei Compro oro - aggiunge il comandante provinciale, Saverio Nuzzi - sono un fenomeno abbastanza nuovo. In città ce ne sono una ventina, 30 in tutta la provincia. Sono negozi in cui girano molti contanti, vista la crisi finanziaria che stiamo vivendo. E per il momento non sono attrezzati con le misure di sicurezza di cui avrebbero bisogno. Di questo parleremo con le associazioni di categoria».

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