Il Tirreno

Livorno

IL TESTIMONE

«La piccola piangeva disperata e la madre era terrorizzata»

La cassaforte forzata
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La cassaforte forzata

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 LIVORNO. Il primo a soccorere la giovane donna rapinata è stato Stefano Bonamici, un vicino di casa. «È venuta su da me a chiedere aiuto: era sconvolta e la bimba piangeva disperata, era molto agitata. Mi ha detto che era appena stata aggredita. Gridava terrorizzata mentre mi raccontava che quando i due sono entrati in casa, lei era andata dalla bimba ed era di spalle rispetto alla porta. I banditi quindi l'hanno presa con violenza da dietro e hanno minacciato con il coltello la piccola. Lei ha avuto paura e li ha lasciati fare». Poi, la giovane ha chiamato il vicino. «Ma quando io sono entrato con lei nell'appartamento - continua Bonamici - era già tutto finito, i due erano scappati. La paura è prevalsa su tutto: è normale, tutti avrebbero fatto così».  Il retroscena. Il colpo di ieri potrebbe essere stato studiato. Non è la prima volta infatti che "facce sospette" vengono viste dai residenti aggirarsi nella via. Giorni fa due persone hanno bussato a dei vicini di casa della giovane rapinata ieri, e si sono spacciati per poliziotti. Lo racconta un residente: «In casa c'era mia figlia, ma ha avuto paura e non ha aperto. Forse quei due stavano studiando il condominio per poi tornare e colpire».  E qualche settimana prima, un episodio analogo era avvenuto nel palazzo adiacente.  La polizia è all'opera per capire se i due malviventi in azione ieri conoscano la vittima e quindi se siano andati a colpo sicuro. L.L.

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