La protesta
Anche il consigliere provinciale Campioni lavora per la società: potrebbe lasciare Palazzo Granducale
Imbarazzi nel Pd, tra contrari e consulenti
◗
Il consigliere del Pd, Valerio Campioni, esperto di rifiuti e consulente da febbraio 2010 della società Bellabarba 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Da una parte c'è chi siede tra i banchi del Pd provinciale (come Valerio Campioni) e fa il consulente per la società Bellabarba, dall'altra chi rappresenta il Pd versione comunale e scrive lettere in difesa del comitato (vedi Adriano Tramonti). Poi c'è anche chi, come Simone Bartoli (ex assessore e dirigente del Pd) ha lasciato gli incarichi di partito per curare l'immagine della società che sta realizzando la discarica. E in via Donnini - quartier generale democratico - cresce la confusione, mista a qualche imbarazzo. Campioni, consigliere provinciale proveniente dal mondo di Legambiente, fino allo scorso anno ha presieduto anche la commissione ambiente di Palazzo Granducale. Poi si è dimesso lasciando il posto in commissione al collega del Pd, Elis Bufalini, mentre Andrea Bogi (Idv) è diventato presidente. Stando ad alcune indiscrezioni sarebbe stato proprio Bufalini a chiedergli di lasciare la commissione quando il tema Limoncino si è fatto scottante. Ma Campioni smentisce: «Le dimissioni sono state una mia scelta. Non ho partecipato a commissioni, consigli o discussioni all'interno del partito su questo tema. Non ho partecipato all'iter per l'autorizzazione e, comunque, ho iniziato la consulenza per Bellabarba nel febbraio del 2010, quando l'atto era già stato rilasciato». Campioni parla di clima da «caccia alle streghe» e non nasconde di pensare alle dimissioni dal consiglio provinciale: «Ma da tempo, per l'accumularsi di impegni lavorativi, non certo per questa vicenda». Il segretario del Pd, Filippo Di Rocca, interviene sottolineando che «Valerio non ha mai compiuto atti istituzionali o politici che avessero a che fare con la discarica. Non ha mai partecipato neppure a discussioni interne. Se le cose stanno così non vedo perché dovrebbe dimettersi. Sarebbe come se ai lavoratori di qualunque altro settore fosse impedito di fare attività politica».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
