Il Tirreno

Livorno

«Non vogliamo i rifiuti industriali»

Martina Corirossi
Il presidente Federico Pini
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Il presidente Federico Pini

La Circoscrizione 4 chiede solo un ripristino ambientale

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 LIVORNO. Forse ha deluso le aspettative dei cittadini del Limoncino, l'attesa discussione sulla discarica in Circoscrizione 4. Ma di certo dall'assemblea circoscrizionale è venuto fuori un chiaro richiamo a Comune e Provincia. Il consiglio, presieduto da Federico Pini (Pd), ha infatti approvato un documento redatto all'indomani della svolta nelle indagini della procura. Un testo stringato, che in poche righe cerca di sintetizzare una situazione complessa fino all'inverosimile.  Ben consapevole della necessità di individuare al più presto soluzioni per lo smaltimento dei rifiuti industriali, Pini sostiene tuttavia, che l'area del monte La Poggia "debba essere destinata esclusivamente ad un effettivo ripristino ambientale". No alla discarica così com'è dunque, in favore di attività come la produzione di energia da fonti rinnovabili, o comunque altre attività ecosostenibili. Un'ipotesi che appare, come si legge nel documento, "di certo la più compatibile con lo sviluppo "verde" del nostro territorio e con il Parco dei Monti Livornesi, in coerenza con le motivazioni che hanno portato alla sua costituzione". Ma il testo presentato in consiglio di circoscrizione da Pini viene criticato da esponenti di Pdl e Rifondazione. «Un documento non sufficiente a tutelare gli abitanti della frazione del Limoncino - dice il consigliere di Rifondazione, Francesco Tozzi - nessun riferimento ai codici di rifiuti o materiali che possono essere depositati nella cava».  «Si tratta di un documento di indirizzo politico, le questioni tecniche non ci competono - ribatte Pini - quello che ci tengo a sottolineare è la chiara presa di posizione contro la realizzazione della discarica». Il messaggio è rivolto ai vertici del Municipio e di Palazzo Granducale. «Il consiglio della Circoscrizione 4 - si legge nelle righe conclusive - confida che le istituzioni cittadine proseguano nell'impegnativo e difficoltoso lavoro atto a trovare una soluzione, nell'interesse dei cittadini, della ditta titolare e dell'insieme del patrimonio collinare». Il documento viene approvato ma lascia interdetti gli stessi residenti del Limoncino. "Riempire la cava con materiali inerti, come ipotizzato da alcuni consiglieri, non risolverebbe il problema del transito di camion e mezzi pesanti sulla strada», dicono infatti gli abitanti della frazione.

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