Sicurezza
«I dirigenti? Li abbiamo dimezzati»
Mauro Zucchelli
◗
Cosimi. A sinistra: la seduta del consiglio, in primo piano Scavazzon e Del CoronaIl sindaco: applicato il contratto. Ma la patata bollente piomba sul Palazzo
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Una pioggia di oltre trenta commenti sul sito del Tirreno e quasi altrettanti sulla pagina Facebook, tutti con baromento fra indignato e arrabbiatissimo. E una sventagliata di "consiglia": poco meno di 200, otto volte di più di quel che è accaduto per una notizia pure incandescente come i 5 avvisi di garanzia per la discarica del Limoncino. Le decine di migliaia di euro di premi ai dirigenti comunali messi nero su bianco con nomi e cifre sul nostro giornale sono diventati una patata talmente bollente che ieri pomeriggio quasi metà del dibattito in consiglio comunale se l'è presa quest'argomento.
Tutto era nato dopo che il sindaco Alessandro Cosimi aveva preso l'iniziativa di dedicare alla questione una comunicazione («avevo atteso un intervento del sindacato, invece...»). Il sindaco intravede un rischio: uno tsunami di anti-politica che alla resa dei conti travolga tutto ciò che è spirito (e ruolo) pubblico. E' così, dunque, che attesta la propria linea di difesa attorno a tre capisaldi.
Il primo: si tratta di meccanismi e incentivi determinati dal contratto nazionale, il Comune non può che applicarli. Ma - rincara - gli stessi dirigenti comunali hanno accettato non solo di congelare l'ammontare totale dei premi ma anzi di autoridurrlo di 160mila euro per destinarli a progetti di modernizzazione.
Il secondo: Palazzo civico negli ultimi dieci anni, senza scombussolare i servizi, ha dimezzato il numero dei dirigenti («erano 45 nel 2000, 36 nel 2004, 27 nel 2005 e oggi 21»). Tanto che Livorno è risultato, per lo sprint sui risparmi in questo campo, «uno degli esempi virtuosi fra le amministrazioni locali» e comunque spende per i propri dirigenti un importo in linea con quello di città di analoghe dimensioni. Ma proprio tale dimezzamento dei dirigenti - aggiunge - ha fatto schizzare all'insù le somme individuali, visto che la "torta" dei premi è stata suddivisa fra meno persone.
Il terzo: nessuno si sogna di negare che le cifre siano elevate («molti di loro hanno uno stipendio più alto della mia indennità di sindaco»), ma bisognerebbe allora allargare lo sguardo anche alle altre amministrazioni pubbliche, compreso Asl e Stato («so quel che dico, visto che nel 2004 ho dichiarato 119mila euro per il mio lavoro di medico ospedaliero e senza fare mai visite private»). Con una sottolineatura: «Noi mettiamo tutto in vetrina sul sito web, compresi stipendi e curriculum. Spero che anche altre amministrazioni pubbliche facciano altrettanto».
Tutto era nato dopo che il sindaco Alessandro Cosimi aveva preso l'iniziativa di dedicare alla questione una comunicazione («avevo atteso un intervento del sindacato, invece...»). Il sindaco intravede un rischio: uno tsunami di anti-politica che alla resa dei conti travolga tutto ciò che è spirito (e ruolo) pubblico. E' così, dunque, che attesta la propria linea di difesa attorno a tre capisaldi.
Il primo: si tratta di meccanismi e incentivi determinati dal contratto nazionale, il Comune non può che applicarli. Ma - rincara - gli stessi dirigenti comunali hanno accettato non solo di congelare l'ammontare totale dei premi ma anzi di autoridurrlo di 160mila euro per destinarli a progetti di modernizzazione.
Il secondo: Palazzo civico negli ultimi dieci anni, senza scombussolare i servizi, ha dimezzato il numero dei dirigenti («erano 45 nel 2000, 36 nel 2004, 27 nel 2005 e oggi 21»). Tanto che Livorno è risultato, per lo sprint sui risparmi in questo campo, «uno degli esempi virtuosi fra le amministrazioni locali» e comunque spende per i propri dirigenti un importo in linea con quello di città di analoghe dimensioni. Ma proprio tale dimezzamento dei dirigenti - aggiunge - ha fatto schizzare all'insù le somme individuali, visto che la "torta" dei premi è stata suddivisa fra meno persone.
Il terzo: nessuno si sogna di negare che le cifre siano elevate («molti di loro hanno uno stipendio più alto della mia indennità di sindaco»), ma bisognerebbe allora allargare lo sguardo anche alle altre amministrazioni pubbliche, compreso Asl e Stato («so quel che dico, visto che nel 2004 ho dichiarato 119mila euro per il mio lavoro di medico ospedaliero e senza fare mai visite private»). Con una sottolineatura: «Noi mettiamo tutto in vetrina sul sito web, compresi stipendi e curriculum. Spero che anche altre amministrazioni pubbliche facciano altrettanto».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
