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A febbraio un giovane rumeno morì nello stesso modo

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 LIVORNO. L'11 febbraio di quest'anno, a Guasticce, avvenne una tragedia analoga. Un romeno di 29 anni, Gheorghe Stanescu, residente a Sesto Calende (Varese) morì folgorato dall'alta tensione mentre tentava di rubare del rame alla centrale elettrica nell'area ex Cmf.  L'uomo, sposato con una figlia di 12 anni, era arrivato alla cabina Enel sulla sua Opel Tigra insieme al nipote di 16 anni (la moglie della vittima è zia dell'adolescente), suo complice nell'impresa di rubare il rame.  La tragedia nella notte, in via delle Colline a Guasticce, nella centrale elettrica che serve tutta la zona dell'interporto. Il ventinovenne, insieme al minore si infilò nella struttura, danneggiando una rete di recinzione. E dopo essere entrato nella cabina vera e propria, con vari arnesi staccò numerose barre di rame che poi accatastò all'esterno del capannone in attesa di caricarle in auto e portarle via. A un tratto, mentre stava per tranciare un altro cavo di rame in una cabina, venne colpito da una scarica di 15mila volt. Il romeno rimase attaccato alle barre, col nipote che, accortosi di quello che era accaduto scappò a piedi e dette l'allarme alla polizia.  Gli agenti lo trovarono mentre era in pazza Dante: il sedicenne spiegò loro quelo che era accaduto. Venne dato l'allarme al 118 e ai vigili del fuco, ma per il ventinovenne non ci fu nulla da fare. La scarica violentissima, che provocò anche un blackout che venne subito avvertito anche dai tecnici Enel, lo aveva ucciso, carbonizzandone il corpo.

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di Redazione web