Il Tirreno

Livorno

Decreto ingiuntivo contro la Compagnia: deve pagare 867mila euro

Cristiano Meoni
Palazzo del Portuale, sede della Compagnia
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Palazzo del Portuale, sede della Compagnia

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 LIVORNO. Lunedì mattina l'ufficiale giudiziario ha bussato al Palazzo del Portuale e ha notificato un decreto ingiuntivo emesso dal giudice Barison. La Cilp - che è l'impresa della Compagnia Portuale - dovrà pagare 867mila euro a un autotrasportatore livornese, Rovini, che si è rivolto al giudice per vedersi riconosciuta la tariffa minima indicata dalla legge sull'autotrasporto. Ai 789mila euro di differenza tra la tariffa pagata dalla Cilp e quella dovuta nel periodo considerato - tra maggio 2009 e dicembre 2010 - si aggiungono infatti 78mila euro di interessi e spese legali. I portuali annunciano che faranno opposizione per chiedere la sospensione dell'esecutività del decreto ingiuntivo: «Con Rovini abbiamo saldato tutto con una transazione del 5 maggio» dice il console Enzo Raugei.  La legge. Il contenzioso nasce dalla legge 83/bis del 2008, voluta dalle associazioni di categoria per tutelare gli autotrasportatori strozzati dai ribassi tariffari. La legge ripristina qualcosa di molto simile alle "tariffe a forcella" abolite nel 2006, fissando le tariffe minime di sicurezza in rapporto al chilometraggio e al costo del carburante. Il ragionamento del legislatore è che se il trasportatore lavora sotto certi prezzi, viene meno la remuneratività dell'attività e, di conseguenza, anche la sicurezza stradale.  Il trasporto. La Autotrasporti Rovini fino alla fine del 2010 ha effettuato, per conto della Cilp, il trasporto della cellulosa dal porto alle cartiere della Lucchesia. Viaggi di 100-120 chilometri, retribuiti alla tariffa imposta dalle condizioni di mercato. Tariffe che sono impallidite quando, nel maggio del 2009, sono entrate in vigore quelle indicate dalla legge 83/bis.  La transazione. Dopo che ha smesso di lavorare per la Cilp, Rovini ha definito i rapporti con i portuali. Firmando un atto, lo scorso 5 maggio, in cui si dava conto di quello che aveva da dare (28mila euro per danni alla merce trasportata) e di quello che doveva avere (79mila euro per prestazioni). Cilp si obbligava, dunque, a pagare al trasportatore 51.416 euro.  La causa. Ma il 14 giugno l'autotrasportatore è andato oltre, avviando la richiesta per ottenere la tariffa minima. La legge sull'autotrasporto prevede una procedura a tappe forzate: entro 15 giorni dal ricevimento della raccomandata, la controparte deve rispondere. Se non lo fa, nei successivi 15 giorni il ricorrente deve chiedere al giudice l'emissione di un decreto ingiuntivo: trascorso il termine, ogni sua pretesa è nulla. Cilp non ha risposto - così si afferma dallo studio Giubbilei, che assiste Rovini - e così il 12 luglio è stato chiesto il decreto ingiuntivo e il 14 luglio il giudice lo ha concesso. Ordinando ai portuali il pagamento della somma entro 10 giorni, con provvedimento "provvisoriamente esecutivo".  La Compagnia Portuale ha già incaricato i legali (lo studio Bassano) di opporsi al decreto ingiuntivo, chiedendone la sospensione dell'esecutività.  La difesa. «Stiamo raccogliendo la documentazione per dimostrare che con Rovini abbiamo saldato tutto - spiega Raugei - Peraltro, il contratto è stato fatto prima dell'entrata in vigore della legge e quindi secondo noi ne è esente».  Ma l'argomento più persuasivo sembra un altro: «Nell'atto di transazione tra Cilp e Rovini firmato il 5 maggio - prosegue il console - si conviene sul pagamento, da parte nostra, della somma di 51.416 euro. Ebbene, si specifica testualmente che "il pagamento estinguerà ogni debito della Cilp nei confronti di Rovini e viceversa" e che "col pagamento integrale della somma suddetta entrambe le parti non avranno altro da pretendere l'una dall'altra dichiarandosi reciprocamente soddisfatte". E' chiaro che Rovini si assume tutta la responsabilità per i danni che ci ha arrecato disattendendo l'atto di transazione».  La replica. Dallo studio Giubbilei si ribatte che il decreto ingiuntivo è successivo al 5 maggio e dunque non rientra in quell'accordo, dove peraltro non si parla espressamente di tariffe. La contesa è aperta, entro 10 giorni Rovini può avviare l'azione esecutiva - i pignoramenti - entro 40 la Cilp può fare opposizione.

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di Redazione web