Sicurezza
La polemica sugli indennizzi ai proprietari delle case ex Casalp che dovranno essere abbattute per la variante Abitare Sociale
Via Bruno, il comitato pronto al ricorso
«Se il Comune non ci risponderà andremo al Tar e bloccheremo tutta l'operazione»
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LIVORNO. «Se il Comune non sarà disponibile ad un dialogo costruttivo, siamo pronti ad andare al Tar e chiedere il blocco dell'intera variante». Ecco cosa dice il comunicato stampa del "Comitato per un giusto indennizzo" formato da proprietari di appartamenti di via Giordano Bruno. Al comitato hanno aderito 28 famiglie le cui unità immobiliari dovranno essere abbattuti e riscostruite nell'ambito della variante dell'Abitare Sociale. Il comunicato arriva mentre ieri mattina l'avvocato Marco Guercio, che assiste il comitato, ha depositato in municipio le osservazioni alla variante e alle proposte di indennizzo per gli espropri previsti per l'operazione. In particolare il legale, pur ricordando che da parte dei proprietari immobiliari si punta ad una composizione bonaria della vertenza, ha sottolineato che il documento del Comune presenta diversi punti che lo rendono facilmente impugnabile davanti al tribunale amministrativo. Alcune di queste critiche sono riportate anche dal comunicato del comitato, il quale, oltre a ricordare le valutazioni ritenute decisamente insufficienti degli espropri proposti, sottolinea come in ogni caso le valutazioni allegate al piano particellare portino una valutazione complessiva di un milione e 800mila euro per le unità da esporpriare, mentre l'indennità complessiva del documento portato in cosiglio comunale è di soli 800mila euro, con quindi un milione di differenza. Oltre a questo si afferma che anche i tecnici del Comune hanno informalmente confermato che i progettisti incaricati del piano tecnico non erano stati informati che alcuni degli appartamenti da abbattere erano di proprietà privata. Oltre a questo si critica il modo in cui si vogliono portare avanti i lavori, e in particolare che mentre al momento verrà abbattuto e ricostruito l'edificio al civico 14, gli altri dovranno subire tutti i disagi del cantiere, non si sa per quanto, senza poter disporre della proprietà o, se in affitto, chiedere una diversa sistemazione. Inoltre si sottolinea che in questo modo «la maggior parte dei cittadini coinvolti saranno vincolati da un progetto fatto male che parla di riqualificare tutti i blocchi dal 2 al 18 e poi di fatto stanzia i fondi solo per riqualificarne una piccola parte e male». Per questo il comitato, pur chiedendo un incontro con l'amministrazione, cui sarebbe opportuina anche la presenza del sindaco, fa appello a tutte le forze politiche cittadine per avere supporto e risposte certe in tempi brevi, ricordando poi che, se non avrà risposte, è pronto ad agire legalmente fino a chiedere l'intervento del Tar.
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