Italia
Rogo alla Puzzolente, grave anziano
Lara Loreti
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POMERIGGIO DI FUOCO. La squadra dei vigili del fuoco Accanto e in basso le concitate operazioni di spegnimento dei vigili del fuoco e della protezione civile della Svs Bruciano 6 ettari di terreno, il proprietario ha un infarto. Ferito un cane
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LIVORNO. Le fiamme, alte, si propagano velocemente nel campo, a pochi metri dalle case e dalla strada. Spinto dal vento, il fuoco rincorre l'erba, gli animali: dieci cani e un cavallo vengono salvati per miracolo. Il rogo lambisce il muro di recinzione di una villa. E il padrone ha un infarto. Paura ieri alla Puzzolente, in un terreno in via dell'Uliveta. Sono le 15 e qualche minuto e Vanio Seghenzi, 76 anni, ambulante del mercato, è sul trattore e sta tagliando l'erba. A un tratto, all'improvviso, si crea una scintilla. Non è chiaro se si sia originata dal trattore o se qualcuno abbia dato fuoco a una pila di rifiuti. Fatto sta che il fuoco inizia a divampare. Seghenzi prova a spegnere il rogo da solo con la pompa. Ma è inutile: il vento alimenta le fiamme, che trovano terreno fertile nel fieno. Il fiume di fuoco insegue il perimetro della villetta adiacente, di proprietà di Seghenti, e arriva fino alla strada. Lì accanto ci sono delle cataste di fogliame, e altri cumuli di erba sono nel cortile dell'abitazione: il rischio che il rogo intacchi la casa è altissimo. L'anziano chiama i vigili del fuoco che arrivano in pochi minuti con tre mezzi. I pompieri corrono da una parte all'altra del terreno, partendo dall'area accanto alla villa dove si trova anche l'annesso agricolo del commerciante. Ed è allora che Seghenzi ha un malore: va in arresto cardiaco e un vigile del fuoco, il caposquadra Marco Stasi, lo rianima in extremis. I pompieri intanto lottano contro i focolai accanto all'edificio ma vengono chiamati con urgenza dall'altro lato del campo: qui ci sono annessi agricoli e roulotte. All'interno ci sono una decina di cani, dobermann e un pastore tedesco, più un cavallo. «Stavamo prendendo il fresco - racconta Dino Bardi, le mani nere e i vestiti intrisi di fumo - quando abbiamo sentito un forte odore acre e poi è apparsa la nube bianca. Allora io ho preso subito la pompa e ho cercato di aiutare i pompieri a spegnere le fiamme. Ma non ce la facevo, il vento era forte». Fondamentale salvare gli animali che erano ricoverati nelle baracche: «Per prima cosa ho messo il cavallo nella stalla - dice Simonetta Antonini, anche lei proprietaria di un annesso - E ho dovuto tagliare la rete per liberare i cani. Uno è ferito». A dare man forte ai vigili del fuoco, un mezzo della protezione civile della Svs. Le operazioni di spegnimento sono finite alle 19. Sei gli ettari divorati dalle fiamme.
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