Gioco
Presi i Lupin delle case
Lara Loreti
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Pistoni di varie misure, fili di ferro e cacciaviti trovati In auto arnesi per scassinare le porte
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LIVORNO. «Che ci fate qui? Con quel piede di porco?». Domanda un ragazzo, che sta rincasando in scooter. «Niente... controllavamo un motorino», rispondono i ladri. Un faccia a faccia con i malviventi, ieri alle 3, che non ha impensierito il giovane. Ha subito chiamato la polizia, rendendo possibile l'arresto di due persone e il sequestro di vari arnesi. Decine di cacciaviti, pistoncini di tutte le misure, lamette sottilissime, grimaldelli vari, plastilina. Persino una fiamma ossidrica. Una "cassetta degli attrezzi" fornitissima, trovata su una Mercedes. E zio e nipote che finiscono in manette per tentato furto aggravato in un appartamento. Tutti gli strumenti sono sotto sequestro: secondo la polizia servono per aprire tutti i tipi di serrature, comprese le porte blindate. I due, romani di 36 e 59 anni, Daniele Russo e Giorgio Villimburgo, già conosciuti alle forze dell'ordine, sono stati visti mentre uscivano da un garage in via della Prugnoliccia, con un altro uomo, con un piede di porco in mano. Lì vicino abita un noto orafo, secondo la polizia forse obiettivo dei malviventi. Poi i due sono stati intercettati e presi sulla Variante. Alle 3 il ragazzo rientra a casa in scooter e vede tre persone con un grimaldello in mano. Poi due del gruppetto spariscono su una Mercedes e l'altro, invece, pare andarsene su un'altra vettura. La polizia ipotizza che quest'ultimo sia in auto con una quarta persona. Quando scatta l'allarme al 113, due pattuglie bloccano le uscite di via della Prugnoliccia mentre una terza auto di servizio vola sulla Variante. Ed è lì, all'altezza del secondo distributore Q8 prima dell'uscita di Stagno, direzione nord, che la Mercedes, già intercettata dalla volante, viene fermata per un controllo. Da una prima analisi, sembra che sia tutto a posto. I due riferiscono alla polizia di aver passato la serata ai bar del porto, di cui peraltro conoscono i nomi, segno che i due romani conoscono almeno un po' Livorno. Ma la polizia non è convinta. E infatti da un controllo più approfondito viene fuori che nell'auto, all'interno dell'intercapedine tra i sedili posteriori e il bagagliaio, c'è la fiamma ossidrica, nascosta in un grosso pezzo di plastica, e un borsone con dentro la plastilina per i calchi e tutti gli arnesi, la maggior parte dei quali fatti artigianalmente. La Mercedes viene sequestrata e portata in caserma in viale Boccaccio, così come tutti gli strumenti. L'auto, come accertato dagli agenti, è intestata allo zio paterno del giovane, che è in carcere per furto in villa a Roma. Ai due, che negano di esser stati in via della Prugnoliccia, ma che sono stati riconosciuti dal testimone, viene contestato per ora solo il tentato furto al garage. «La lamiera al momento del sopralluogo a Montenero - spiega il capo delle Volanti, Stefano Caroti - era ancora calda». Dentro non hanno rubato nulla, secondo la polizia perché dentro non c'era niente di interessante, Gli investigatori non escludono che i ladri volessero approfittare del garage per entrare nella villetta di sopra. I due, secondo la polizia, sono trasfertisti esperti, ma conoscono bene la città. Non è escluso che abbiano un "appoggio" livornese. Da segnalare che sabato sera dalle 19 all'1 ci sono stati una decina di sopralluoghi di furto in case. Le vie più colpite, tra le 22 e le 23.35 sono le vie Provinciale Pisana, Guarducci, Benvenuti, Calzabigi e Tito Speri. Negli ultimi mesi inoltre ci sono stati molti furti: scassinate diverse porte blindate, peraltro in alcuni casi senza segno di scasso. Sono in corso accertamenti della polizia.
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