Il Tirreno

Livorno

Pioggia di commenti: rabbia e amarezza

Premi extra ai dirigenti, cresce su web e Facebook l'onda dell'anti-politica

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 LIVORNO. Difficile dire se sia l'onda dell'anti-politica o la sfiducia in quel che è pubblica amministrazione: fatto sta che alla notizia dei premi ai dirigenti del Comune è arrivata una pioggia di commenti sul sito web e sulla pagina Facebook del Tirreno (ma anche lettere in redazione).  Sergio Giaconi non vede la ragione dei premi extra: amministrare una città - afferma - vuol dire «dare il massimo impegno, con orgoglio, senso di responsabilità» e il vero premio «è essere in pace con se stessi, ma non smettere mai di cercare soluzioni a problemi tipo casa, lavoro, servizi, ecc.». Alessandro Neri ritiene che sia la «dimostrazione lampante che destra o sinistra non cambia niente» e Maurizio Lena rincara: l'uno e l'altro schieramento (o anche il centro) «sono talmente radicati alla poltrona che non sarà facile levarseli di torno». Manuela Corsi accusa: «Se con quei soldi aggiustassero le case x fare entrare le famiglie che aspettano da anni una vera casa sarebbe una bella cosa». Marco Galatolo si chiede: «Se ci sono dei premi perché dovrebbero aver fatto il loro dovere, allora ci dovrebbero essere anche dei licenziamenti o dipendenti che quest'anno riscuoteranno meno?».  Giovanni Zeneros (e sulla stessa lunghezza d'onda è anche chi si firma "Paul Julius Michicich"): «Ma io sarei anche d'accordo sul premiare i più bravi, quelli che raggiungono grandi risultati, quelli che fanno grandi cose per la comunità civile, ci mancherebbe: bisognerebbe premiare il merito. Ma a Livorno che grandi risultati si sono ottenuti?». Lo sottolinea anche Marco Sisi, e rincara: «Probabilmente una città pulita, senza traffico e con servizi che funzionano non sono obiettivi compresi fra quelli per i quali si riceve un premio». A giudizio di Mario Manfredi «la casta impera anche in Comune». E Pino Piro sbotta: «Una città "normale" conoscerebbe tali fatti da comunicati dell'opposizione ma siamo a Livorno e la sedicente opposizione dov'è?». Invece Daniele Nuti si interroga polemicamente: «Si fanno i tagli per premiare chi fa i tagli? Che idiozia...».  Andrea Iardella ricorda di esser stato dirigente di aziende private: nei momenti difficili «venivano sospese gratifiche, premi di rendimento e benefit vari. Mi ha meravigliato il Comune di Livorno che, in questa non facile congiuntura,assai difficile per la finanza locale, abbia deliberato di concedere premi non irrilevanti, fino a 30.000 euro ai propri dirigenti». L'importo «poteva essere utilizzato diversamente»: ad assumendo i numerosi precari o dando risposta ai tanti cittadini bisognosi di assistenza. La sua lettera si chiude con un invito ai sindacati: «Prima che gli elettori possano manifestare il loro sdegno, spero che i sindacati abbiano qualcosa da dire in proposito».

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di Redazione web