Gioco
La raffineria di Stagno tra i potenziali obiettivi
◗
Una elaborazione al computer del rigassificatore offshore della Olt L'impianto è indicato nel manifesto attribuito all'attentatore norvegese
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. C'è anche la raffineria di Livorno nell'elenco dei potenziali obiettivi da colpire contenuto nel manifesto attribuito a Anders Behring Breivik, l'autore degli attentati a Oslo che sono costati la vita a 98 persone. «Il modo più efficace per mutilare gli attuali regimi multiculturalisti dell'Europa occidentale»: così il manifesto diffuso sul web definisce le «operazioni di sabotaggio», cui dedica un intero capitolo, ricco di dettagli tecnici su come organizzarle, e con una lista di possibili obiettivi, tra i quali spiccano anche 16 raffinerie italiane. Il documento attribuito all'attentatore norvegese elenca infatti gli impianti di Porto Marghera, Milazzo, Sarroch, Trecate, Gela, Sannazzaro de Burgondi, Taranto, Cremona, Busalla, Roma, Falconara Marittima, Mantova, Augusta, gli Impianti Sud e Nord del siracusano e appunto Livorno. Un attacco a una raffineria, secondo il documento, richiederebbe per un "Cavaliere della Giustizia" una pianificazione di uno-tre anni, un budget di 30-100 mila euro e provocherebbe danni fino a 40 miliardi di euro. Nel manifesto di 1.500 pagine attribuito a Anders Behring Breivik si parla anche di come realizzare attentati simili a quello compiuto nel centro di Oslo. «Una cellula di un solo uomo - si legge nel documento - avrà capacità limitate. Ma procurarsi un camion o una barca carica di esplosivo è nelle capacità di qualunque individuo. Potrebbero servire uno o due anni per procurarsi senza attirare sospetti il materiale necessario per questa bomba ma il rapporto risorse/effetti è magnifico». Queste parole contenute nel manifesto, spingono inevitabilmente il pensiero non solo alla raffineria Eni di Stagno ma anche al rigassificatore offshore della Olt che entrerà in funzione al largo della costa pisano-livornese. Del resto, anche la commissione internazionale di saggi voluti dalla Regione Toscana avevano individuato il rischio di un possibile attacco terroristico al terminale. Ma come aveva spiegato Olt nelle sue relazioni preliminari, proprio il fatto della realizzazione offshore escluderebbe l'impianto dagli obiettivi sensibili: il progetto è in linea, per esempio, con quanto deciso dagli Usa dopo l'11 settembre, che prevede appunto la costruzione di impianti del genere lontani dalla costa. Olt ha anche sempre escluso l'effetto domino in caso di esplosione: le conseguenze, secondo gli studi fatti dalla società titolare del progetto, sarebbero limitate a due chilometri dall'impianti. E quindi - in ogni caso - non ci sarebbero danni sulla costa, che dista ben 22 chilometri. Inoltre è previsto che il rigassificatore sia sorvegliato 365 giorni all'anno per 24 ore al giorno: nella zona di interdizione, che ha raggio di due miglia, è prevista la presenza c ostante di navi per i controlli. In somma, per Olt solo gli impianti a terra possono essere dei potenziali obiettivi terroristici.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
