Gioco
Idea Rossi: a Livorno il cuore dell'asse Spagna-Est Europa
Ludovica Monarca
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Enrico Rossi, presidente della Regione 4 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Nonostante il freddo e il forte vento, erano in tanti ad aspettare l'arrivo di Enrico Rossi, presidente della Regione, alla festa del Pd alla Rotonda d'Ardenza. Il governatore si è fatto attendere - circa un'ora di ritardo - ma appena salito sul palco non ha mai smesso di parlare. Giusto il tempo per una piccola introduzione del segretario territoriale Pd Filippo Di Rocca, un applauso per le vittime norvegesi, un ricordo del giornalista Luciano De Majo e l'intervista è cominciata. Un botta e risposta tra Rossi e Francesco Gazzetti (Granducato Tv), intervallato da alcuni applausi. Ecco gli argomenti del dibattito. Il porto di Livorno. Ci sono grosse opportunità legate al porto, ha affermato Rossi: «La città di Livorno, grazie all'interporto in tandem con aeroporto e grandi università pisane, ha un retroterra unico che merita di essere sfruttato al massimo. Il nuovo piano va nella giusta direzione, ma bisogna anche puntare su un progetto di lungo termine». Secondo quanto detto da Rossi, nel 2013 si sbloccheranno finanziamenti importanti dell'Unione Europea che potrebbero essere destinati a creare un corridoio di collegamento che metta Livorno al centro. «La mia idea è di creare un collegamento che parta dalla Serbia, arrivi ad Ancona, attraversi la complementare Fano- Grosseto per poi arrivare al porto di Livorno e in seguito toccare Barcellona e Valencia. Ho in progetto di incontrare il sindaco di Barcellona e di Valencia per cominciare a porre le basi adatte per accedere ai finanziamenti del 2013». Anche l'alta velocità potrebbe giocare un ruolo importante per il futuro di Livorno. «Il porto, grazie ai treni veloci, potrebbe diventare il rifornitore di un pezzo del Sud Italia o delle grandi forze del Nord Est». Ospedale. Nessun dubbio, l'ospedale si farà: parola di Rossi. «I soldi ci sono, non possiamo indugiare ancora troppo». Autostrada e Lotto Zero. «Il progetto necessita di un attento lavoro di verifica, ma è necessaria una pronta attuazione. E' giusto analizzare ogni aspetto e ascoltare ogni critica, ma una volta fatto bisogna concretizzare», dice il presidente della Regione. E aggiunge: «L'accordo con il governo prevede anche la realizzazione del Lotto Zero. I soldi ci sono». Superstrada Fi-Pi-Li. «Non vorrei dover inserire il pedaggio, però mancano i soldi. Le strade vanno fatte, altrimenti tra dieci anni questo tratto della Toscana rischia di rimanere bloccato». Rossi dice che si punterà a far muovere il capitale privato, «tutelando i diritti dei pendolari e dei residenti». Costi della politica. «L'unica proposta seria a riguardo mi sembra quella di Bersani: diminuire i parlamentari, creare un senato federale in modo da differenziare il lavoro delle due camere e equiparare gli stipendi dei politi ai livelli europei». Il presidente Rossi è inoltre favorevole all'eliminazione del vitalizio anche per i consiglieri regionali, ma lancia un monito: «Non possiamo rischiare di cadere nel qualunquismo e nell'antipolitica. I costi vanno sicuramente diminuiti, ma non dobbiamo tornare a far sì che il mestiere del politico sia accessibile solo ai benestanti, sarebbe un grave errore». Abolizione delle province. «Eliminarle totalmente sarebbe un errore visto che sarebbe impossibile centralizzare tutte le loro competenze alle Regioni». Rossi è invece favorevole ad accorparle: in Toscana «si potrebbe creare una sola provincia per la zona tirrenica, una per quella centrale e forse due per la zona sud». E sottoinea: «Potremmo anche unire i comuni sotto i 5.000, senza però togliere le municipalità». Manovra finanziaria. «La manovra del governo è una manovra recessiva. La Toscana non ha paura di mantenere i conti in ordine, siamo la regione con l'Irpef e l'Irap più basse d'Italia. Ciò che ci preoccupa sono gli enormi tagli a cui verremo sottoposti». Rossi definisce «vigliacchi» questi tagli: perché «le ripercussioni più forti si avranno nel 2013 quando sarà in carica un altro governo». Il presidente della Regione segnala: «Un' analisi dell'Irpet ha indicato che nel 2013 ci sarà una perdita di circa 50.000 posti di lavoro, è una follia. Il governo continua a dimostrare la sua politica classista, attaccando i più deboli e difendendo i ricchi. La crisi greca ha dimostrato che l'emoraggie non si fermano solo con i tagli: servono investimenti, una politica industriale e una riforma fiscale seria che sgravi il peso sul lavoratore dipendenti per far riprendere i consumi interni».
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