Il Tirreno

Livorno

«Bettini è stato silurato dal Pd»

L’assessore Maurizio Bettini (Sel)
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L’assessore Maurizio Bettini (Sel)

Romano attacca l'assessore, Lamberti lo difende

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 LIVORNO.  «E così l'assessore Bettini, silurato dal Pd, non ha trovato di meglio da fare che dare la colpa a Idv...». Si infiamma la discussione sul futuro del trasporto pubblico dopo il caotico consiglio comunale di giovedì e l'intervento di Maurizio Bettini (Sel) sul Tirreno. Intervento in cui l'assessore ha ribadito la «necessità di arrivare al gestore unico in Toscana» e ha bacchettato Andrea Romano (Idv).  «Idv - scrive Romano - ha posto domande a cui nessuno ha risposto: 1) se la convenzione è "una grande opportunità di rilancio", perchè la Regione ricatta i Comuni minacciando il taglio del 20% dei contributi per chi non aderisce? 2) se lo scopo è risparmiare sulle spese politiche, perché c'è scritto che si creano nuovi consigli e uffici, indicando la copertura finanziaria? 3) Se è vero che si vuole mantenere un ruolo per i Comuni, perché c'è scritto che questi formulano solo proposte non vincolanti? 4) se vogliamo rispettare il referendum contro la privatizzazione dei servizi pubblici, perchè non si scrive che si lavora per un gestore pubblico? 5) dove sono le garanzie per la tutela dei lavoratori e dei servizi?».  Romano aggiunge che «dopo il referendum l'Idv regionale ha chiesto un rinvio per ridiscutere la vicenda. Per questo non abbiamo votato la convenzione dei misteri. Piuttosto pensiamo al perchè non è passata l'immediata esecutività della delibera: dopo una furibonda lite fra Giannini (Sel) e l'assessore Picchi, ben 5 consiglieri del Pd non erano presenti, oltre a Lorenzo Cosimi (Rc), che ha abbandonato l'aula quando il suo capogruppo ha annunciato il voto favorevole...».  Mentre Romano va all'attacco, a sorpresa arriva l'appoggio a Bettini dall'ex sindaco Gianfranco Lamberti. «A volte - scrive - ho avuto critiche da fare e le ho fatte, ma questa volta non si può non condividere la posizione di Bettini. Come non apprezzare il suo richiamo al fatto che, proprio in virtù delle enormi difficoltà in cui versa il settore, conseguenza anche delle dure manovre finanziarie, occorre evitare una logica di frammentazione e scarica barile dentro i partiti, tra i partiti e tra i livelli istituzionali». «Il voto in consiglio - aggiunge - individua una linea chiara, gara unica e gestore unico, su cui muoversi. Poi ci sono le questioni interne alla maggioranza e ai partiti,, ma queste interessano solo loro. Intanto questo percorso si intreccia, lo chiedono espressamente gli stessi sindacati, con i necessari provvedimenti di adeguamento del piano di mobilità, anche alla luce degli interventi sul commercio nel centro. Mi auguro che si colga questa occasione per un confronto concreto, senza farsi risucchiare da piccoli tatticismi di partito». Lamberti pensa alla variante della Gran Guardia. E con questo clima...

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