Toscana
«Basta rinvii, apro la discarica»
Juna Goti
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Mezzi al lavoro nella cava del Limoncino Bellabarba boccia il piano B: via a fine estate con tutti i codici autorizzati
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LIVORNO. «Nessuno ci ha contattato, almeno non ufficialmente. Se le istituzioni formalizzeranno una proposta concreta la società si siederà al tavolo per ascoltare. Ma francamente l'ipotesi circolata fino a oggi ci sembra impercorribile». È arrivata puntuale la risposta della società Bellabarba al percorso studiato sotto traccia, nelle ultime settimane, da Comune e Provincia per uscire dall'ingarbugliato impasse del Limoncino. Come riportato ieri dal Tirreno, a Palazzo Civico e Granducale ci sono stati incontri tecnici e politici per verificare se sia possibile cambiare in corsa il progetto che porterà all'apertura di una discarica di rifiuti speciali, non pericolosi, a basso contenuto organico nell'ex cava del Monte La Poggia. Si tratterebbe di chiedere alla società Bellabarba - proprietaria del sito e autorizzata a conferire il materiale dalla Provincia - di riempire il mega buco della collina solo con terre e macerie provenienti dai cantieri edili, con la garanzia di poter ricoprire tutta l'area, una volta terminato il lavoro, con pannelli fotovoltaici. I materiali delle aziende, più delicati (e più costosi) da smaltire, finirebbero invece nell'ex cava Cementir, vicino a Vallin dell'Aquila, dove ci sarebbe da mettere a punto una gestione mista. Ma dalla società Bellabarba arrivano mille punti interrogativi. «Intanto - interviene il rappresentante della comunicazione, Simone Bartoli - quel sito non è di proprietà pubblica, ma privata. In più, a quanto ci risulta, ci sono problemi di natura urbanistica. Anche se andasse in porto un'operazione di questo tipo (e ripeto che l'azienda non si è seduta ad alcun tavolo) ci vorrebbero anni». Bartoli sottolinea che «la società ha fatto un investimento milionario, le banche hanno finanziato l'operazione sulla base di atti concreti, ovvero tutte le autorizzazioni rilasciate dagli enti locali». «Stiamo parlando - riprende - di una società solida, ma è chiaro che l'intenzione è di rientrare quanto prima da un investimento importante. Abbiamo le autorizzazioni, il sito è quasi pronto: se qualcuno ha altre esigenze e vuole farci proposte lo ascoltiamo volentieri, ma perché imbarcarci in un progetto che potrebbe richiedere anni? Quale sarebbe l'interesse per la società?». Magari la possibilità di veder cessare le proteste che potrebbero rendere difficile il conferimento del materiale anche dopo l'entrata in funzione della discarica. «Questo - controbatte Bartoli - non è certo un problema nostro, ma di chi gestisce l'ordine pubblico. Qui ci sono aziende che chiedono una risposta al problema dei rifiuti e un gruppo che dà lavoro a 88 persone, che fino a oggi hanno sempre dimostrato attaccamento alla società e nervi saldi. È chiaro che mettere in discussione il progetto significherebbe mettere a rischio i posti di lavoro e in questa fase economica non è un aspetto trascurabile». Bartoli conferma che l'apertura della discarica è prevista per fine estate e fa sapere anche che la trattativa con la Provincia per ridurre la lista di codici ammessi nel sito «è in una fase di stallo». «Apriremo - chiude - come da autorizzazione, con 108 codici».
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