Gioco
Arnesi da scasso e fiamma ossidrica: arrestati due romani
Lara Loreti
Decine di cacciaviti, pistoncini di tutte le misure, lamette sottilissime, grimaldelli vari, plastilina. Persino una fiamma ossidrica. Un vero e proprio armamentario, trovato a bordo di una Mercedes grigio metallizzato. E zio e nipote che finiscono in manette
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Decine di cacciaviti, pistoncini di tutte le misure, lamette sottilissime, grimaldelli vari, plastilina. Persino una fiamma ossidrica. Un vero e proprio armamentario, trovato a bordo di una Mercedes grigio metallizzato. E zio e nipote che finiscono in manette per tentato furto aggravato all’interno di appartamento. Tutti gli strumenti sono sotto sequestro: secondo la polizia servono per aprire tutti i tipi di serrature, comprese le porte blindate.
FOTO - VIDEO
I due, romani di 36 e 59 anni, già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati visti stanotte mentre uscivano da un garage in via della Prugnoliccia insieme a un altro uomo con un piede di porco in mano. E poi sono stati intercettati e arrestati sulla Variante. Alle 3 un ragazzo rientra a casa in scooter e vede tre persone con un grimaldello in mano. E allora chiede loro cosa ci facciano nel garage. Ma uno del gruppo, con disinvoltura, risponde che hanno appena esaminato un motorino.
Poi i due spariscono su una Mercedes e l’altro, pare su un’altra vettura. Scatta l’allarme alla polizia: due pattuglie bloccano le uscite di via della Prugnoliccia mentre una terza auto di servizio vola sulla Variante. Ed è lì, all’altezza del secondo distributore Q8 prima dell’uscita di Stagno, direzione nord, che la Mercedes viene fermata per un controllo. Da una prima analisi, sembra che sia tutto a posto. I due riferiscono alla polizia di aver passato la serata ai bar del porto, di cui peraltro conoscono i nomi, segno che i due romani conoscono almeno un po’ Livorno. Ma la polizia non è convinta. E infatti da un controllo più approfondito viene fuori che nell’auto, all’interno dell’intercapedine tra i sedili posteriori e il bagagliaio, c’è la fiamma ossidrica, nascosta in un grosso pezzo di plastica, e un borsone con dentro la plastilina per i calchi e tutti gli arnesi, la maggior parte dei quali fatti artigianalmente.
La Mercedes viene sequestrata e portata in caserma in viale Boccaccio, così come tutti gli strumenti. L’auto, come accertato dagli agenti, è intestata allo zio paterno del giovane, che è in carcere per furto in villa a Roma. Ai due, che negano di esser stati in via della Prugnoliccia, ma che sono stati riconosciuti dal testimone, viene contestato per ora solo il tentato furto al garage (la lamiera al sopralluogo della polizia dopo la segnalazione del residente era ancora calda).
Dentro non hanno rubato nulla, secondo la polizia perché dentro non c’era niente di interessante, Gli investigatori non escludono che i ladri volessero approfittare del garage per entrare nella villetta di sopra. Da segnalare che ieri sera dalle 19 all’1 ci sono stati una decina di sopralluoghi di furto in case. Sono in corso accertamenti da parte della polizia.
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I due, romani di 36 e 59 anni, già conosciuti alle forze dell’ordine, sono stati visti stanotte mentre uscivano da un garage in via della Prugnoliccia insieme a un altro uomo con un piede di porco in mano. E poi sono stati intercettati e arrestati sulla Variante. Alle 3 un ragazzo rientra a casa in scooter e vede tre persone con un grimaldello in mano. E allora chiede loro cosa ci facciano nel garage. Ma uno del gruppo, con disinvoltura, risponde che hanno appena esaminato un motorino.
Poi i due spariscono su una Mercedes e l’altro, pare su un’altra vettura. Scatta l’allarme alla polizia: due pattuglie bloccano le uscite di via della Prugnoliccia mentre una terza auto di servizio vola sulla Variante. Ed è lì, all’altezza del secondo distributore Q8 prima dell’uscita di Stagno, direzione nord, che la Mercedes viene fermata per un controllo. Da una prima analisi, sembra che sia tutto a posto. I due riferiscono alla polizia di aver passato la serata ai bar del porto, di cui peraltro conoscono i nomi, segno che i due romani conoscono almeno un po’ Livorno. Ma la polizia non è convinta. E infatti da un controllo più approfondito viene fuori che nell’auto, all’interno dell’intercapedine tra i sedili posteriori e il bagagliaio, c’è la fiamma ossidrica, nascosta in un grosso pezzo di plastica, e un borsone con dentro la plastilina per i calchi e tutti gli arnesi, la maggior parte dei quali fatti artigianalmente.
La Mercedes viene sequestrata e portata in caserma in viale Boccaccio, così come tutti gli strumenti. L’auto, come accertato dagli agenti, è intestata allo zio paterno del giovane, che è in carcere per furto in villa a Roma. Ai due, che negano di esser stati in via della Prugnoliccia, ma che sono stati riconosciuti dal testimone, viene contestato per ora solo il tentato furto al garage (la lamiera al sopralluogo della polizia dopo la segnalazione del residente era ancora calda).
Dentro non hanno rubato nulla, secondo la polizia perché dentro non c’era niente di interessante, Gli investigatori non escludono che i ladri volessero approfittare del garage per entrare nella villetta di sopra. Da segnalare che ieri sera dalle 19 all’1 ci sono stati una decina di sopralluoghi di furto in case. Sono in corso accertamenti da parte della polizia.
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