Gioco
«250 firme per fermare i pirati della strada in ricordo di mio marito»
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Tiziana Savi in giro per le strade mentre raccoglie firme di adesione per promuovere la proposta di legge3 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Gira tutta la città, strada per strada, per raccogliere firme a favore della proposta di legge per l'istituzione del reato di omicidio stradale. Lei è Tiziana Savi, vedova di Riccardo Cervelli, il noto ormeggiatore che nella primavera del 2010 è morto dopo un incidente stradale avvenuto su via delle Sorgenti, mentre andava verso Nugola. Sua moglie Tiziana di firme ne ha già raccolte oltre 250. Il suo intento è quello di consegnarle ad agosto ai promotori della petizione per la proposta di legge, la famiglia di Lorenzo Guarnieri, il ragazzo fiorentino che l'estate scorsa è stato ucciso da uno scooter guidato da un uomo poi risultato sotto effetto di droghe e alcol. In pratica la proposta (spiegata qui a fianco) prevede l'istituzione del reato di omicidio stradale e quindi un serio inasprimento delle pene per coloro che causano incidenti dopo aver assunto stupefacenti o alcolici. La signora Savi, non appena nel mese di giugno ha saputo di questa petizione, si è messa al lavoro. «Ho aderito alla proposta su internet - racconta - e poi ho contattato la famiglia Guarnieri, per capire come potevo rendermi utile in zona. È vero che nel caso di mio marito l'altra persona coinvolta nel'incidente non è risultata sotto l'effetto di droghe o alcol, ma questa delle morti causate sulle strade da ubriachi e drogati è un fatto troppo grave. Tutti dovrebbero pensare a quanto sia grave perdere un parente o un amico per colpa di soggetti che si mettono alla guida quando non sono lucidi». Così Tiziana ha cominciato a sensibilizzare i cittadini sull'esistenza di questa proposta di legge. In tre settimane ha fatto il giro della città, è andata dove lavorava il marito, in porto, e poi è si è rivolta a diversi amici, a vari negozi. E ha già sorpassato le 250 firme. «Ma devo ancora raccoglierne molte - dice ancora - ho consegnato i moduli e ha in programma di ripassare a ritirarli nei prossimi giorni». Un successo che però vorrebbe coronare sensibilizzando anche le istituzioni locali a questa importante proposta. La sua speranza è che il Comune non solo si faccia portatore di alcuni incontri per approfondire l'argomento delle pene a chi causa incidenti sotto l'effetto di stupefacenti e alcol, ma che sostenga la petizione. «A Firenze - prosegue - il sindaco Renzi è stato uno dei primi ad aderire alla proposta. Vorrei che il nostro primo cittadino facesse lo stesso, visto che si tratta di un percorso importante a favore della vita. Invece per due volte mi sono rivolta alla sua segreteria, ma ancora non ho avuto risposta. Eppure si tratta di un tema fondamentale per tutti, che oltretutto in questo periodo è dibattuto anche su internet». È una sorta di appello quello di Tiziana Savi al sindaco Cosimi. Un appello in nome delle centinaia di persone che ogni anno in Italia muoiono sulle strade. «In agosto la famiglia Guarnieri - termina la signora - verrà a Livorno, saranno miei ospiti. In quel periodo faranno un incontro pubblico a Camaiore, dove il sindaco li ha invitati a un confronto in piazza. Consegnerò le firme, perché entro la fine dell'anno, per presentare la proposta di legge, bisogna ottenere almeno 50.000 adesioni. Sarebbe bello se in questa occasione anche il nostro primo cittadino si interessasse all'argomento, magari in un dibattito pubblico». (a.c.)
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