Il Tirreno

Livorno

Porta a Mare, Taormina in pressing sulla Procura

L'avvocato dei riparatori: «Del nostro esposto non abbiamo saputo più niente»

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 LIVORNO. «Il bacino sarà riaperto? Bene, è anche merito delle nostre iniziative. Ma ciò non deve far dimenticare che sulla vicenda abbiamo presentato un esposto alla Procura, di cui non abbiamo più avuto notizie».  Un anno e mezzo dopo l'exploit, si rifà vivo l'avvocato Carlo Taormina, che assiste l'associazione dei riparatori navali. E il senso della nota inviata ieri sera ai giornali è quello sopra. «Lo scempio che si sarebbe realizzato per fare di Porta a Mare un terreno di speculazione edilizia e di affari non meglio identificati, ma facilmente intuibili, avrebbe determinato uno scadimento di qualità e di prestigio per il porto di Livorno» scrive Taormina. Gli «interessi» sulla Porta a Mare «sono stati finalmente debellati e né alberghi a cinque stelle, né abitazioni per i vip, né centri commerciali potranno soppiantare una fonte inesauribile di lavoro e di eccellenza per la città di Livorno». Taormina ribadisce quanto aveva affermato nell'esposto: «al fine di perseguire la realizzazione di questo scempio, sono stati consumati reati contro la pubblica amministrazione e contro l'economia». «Siamo sicuri che la svolta verificatasi a favore dei riparatori livornesi per merito della nuova Autorità Portuale, non farà dimenticare alla Procura di Livorno i reati consumati e l'esigenza di perseguirli. Siamo certi della serietà della Procura di Livorno e torniamo a chiedere il suo sollecito intervento punitivo».

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di Redazione web