Gioco
Inghiottita dalle onde commessa di 33 anni
Lara Loreti
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TUFFO FATALE. Anna Shafikova, 33 anni, doveva entrare al lavoro nel pomeriggio, ma aveva deciso di fare un bagno in mare. La donna era in Italia da anni Si tuffa per fare il bagno, ma i flutti la sbattono contro uno scoglio. Recuperata al largo
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LIVORNO. L'ultimo bagno Anna Shafikova l'ha fatto tra le onde delle vaschette di Calafuria. Nelle pause dal lavoro amava rilassarsi un po' al mare. Ma il tuffo di ieri, con mare forza tre e il vento a 24 all'ora, le è stato fatale. La giovane, commessa di 33 anni, madre di una bambina di 9, è stata risucchiata dai flutti. Sballottata tra gli scogli, travolta con violenza e poi trascinata verso il largo. Disperati i soccorsi dei sommozzatori dei vigili del fuoco che si sono lanciati in acqua, tentando il tutto e per tutto. Tuttavia, quando è stata raggiunta, la donna era già morta. Il decesso è per annegamento. Poco dopo le 10.30, la giovane raggiunge Calafuria con la sua Renault. Scende i ripidi scogli e arriva alle vaschette. Un momento di relax prima di andare al lavoro, nel pomeriggio: adagia la borsa e si mette in costume. Quindi si cala in acqua e comincia a nuotare. Ma fatti pochi metri, le onde iniziano a far sentire tutta la loro irrefrenabile potenza. Anna cerca di nuotare, ma il mare è più forte di lei. Prova con tutte le sue forze a tornare verso gli scogli, non ce la fa. Allora grida, chiede aiuto. La sentono dei bagnanti che provano a tirarla su, ma è impossibile. Scatta l'allarme al 118. I primi ad arrivare, insieme alla Misericordia di Antignano col medico, sono i sommozzatori dei vigili del fuoco: per guadagnare tempo, due della squadra, Andrea Cheli e Marco Polese, si mettono subito la muta mentre i colleghi, guidati dal caporeparto Enzo Alessandrini, guidano il mezzo via terra fino alle Vaschette. Intanto via mare arriva la motobarca Vfr 09 dei vigili del fuoco. I sommozzatori si lanciano tra le onde, sfidando un mare che non perdona. In pochi minuti, nonostante la fatica, raggiungono il punto, vicino alla boa rossa, dove è il corpo della donna e lo caricano sulla barca, dove iniziano le manovre di rianimazione. A Calafuria arrivano anche la polizia e via mare la Capitaneria, che scorta il corpo di Anna fino al porto mediceo. Lì continuano i tentativi di rianimazione, fatti dalla Misericordia di Livorno con la dottoressa Chiara Giannoni. Ma è tutto inutile: la salma viene portata dal servizio funebre della Misericordia ai Lupi, dove viene esaminata dal medico legale. Anna Shafikova viveva con la figlioletta in via Lambruschini 4 alla Rosa. Era in Italia da tanti anni, la bimba è nata qui dalla relazione con un livornese. In questi giorni, la piccola è in Russia dai nonni. Anna era responsabile del punto vendita Erboristerie d'Italia srl (Dottor Taffi) alle Fonti del Corallo, dove lavorava da un anno. L'azienda la ricorda con stima: «Era una validissima collaboratrice oltre che una persona gentile e disponibile - dice una delle responsabili della sede centrale della ditta, a Bibbona - Era molto preparata tanto che avevamo deciso subito di promuoverla a capo del negozio». Riservata e sorridente, la ricordano con stima anche i vicini.
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