Il Tirreno

Livorno

E il comitato va a Roma

Giorgio Carlini
Sopra Paolo Bellabarba
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Sopra Paolo Bellabarba

Martedì trasferta per cercare una sponda Turni di sorveglianza sul monte La Poggia

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 LIVORNO. Mentre alla cava operai e imprenditori si danno il cambio con i vigilanti per non lasciare mai incustodito il materiale della discarica, la protesta del comitato a tutela del Limoncino è pronta a superare i confini di Livorno per arrivare fino a Roma. È una delle novità più importanti emerse mercoledì sera, durante l'assemblea pubblica tenutasi nei locali della circoscrizione 4. Un vero e proprio appello alla cittadinanza quello lanciato da Rosaria Scaffidi, portavoce del comitato degli abitanti, davanti a più di cento persone (limoncini e non). Sta ai livornesi rivendicare il diritto su Livorno. «Non difendiamo il nostro orto, difendiamo la nostra città», ha tuonato la portavoce. Prima della discarica, si è parlato degli annessi agricoli. «Abbiamo sempre tenuto separate le questioni - ha detto - ora legano le due cose e ne stanno facendo un'arma. Ci stanno strumentalizzando, vogliono far passare la protesta dei cittadini come quella dei proprietari degli annessi abusivi». Poi è stato affrontato il problema principale: il monte La Poggia non è dei limoncini, ma dei livornesi. La discarica non dovrebbe interessare decine di persone, ma migliaia. «Tutti ci danno ragione, ma sembra che i lavori debbano essere fatti comunque. Non è così. Ci opponiamo alla discarica non perchè sia spostata dai vicini, ma perchè sia trovato un sito più adatto». La discussione è entrata nel vivo al momento di decidere quali iniziative intraprendere per il futuro. C'è chi ha parlato di raccolta firme, chi di manifestazioni per sensibilizzare la città. «Se siamo in 10 a parcheggiare le auto sulla strada non otteniamo molto. Se le macchine sono 50, diventa difficile ignorare la protesta». L'assemblea si è chiusa col botto. «Martedì andremo a Roma - ha chiuso Scaffidi - e saremo ricevuti al ministero. Dobbiamo riempire un pullman, se ne riempiamo due tanto meglio». A quel punto si è scatenata la "caccia" alla personalità in questione, ma la portavoce del comitato non ha sollevato il velo di mistero: «Non vi dico chi è la persona che incontreremo, ma sicuramente smuoverà la questione e darà al problema la visibilità che merita».

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