Gioco
La società: non possiamo dire nulla
Rossignolo, non c'è la fumata bianca per il socio indiano
2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Tanto tuonò che non piovve. Le istituzioni, i sindacati e soprattutto gli operai ex Delphi aspettavano ieri l'annuncio ufficiale dell'ingresso del socio indiano nella società dei Rossignolo con il marchio De Tomaso. Invece l'attesa è rimasta appesa al niente di fatto. Dal quartier generale della famiglia Rossignolo, con cortesia tutta piemontese, si respinge al mittente ogni tentativo di avere ragguagli: nient'altro che uno stringatissimo comunicato in cui si dice a malapena che «De Tomaso Automobili sta lavorando alacremente alla realizzazione del piano industriale anche attraverso la definizione di importanti accordi strategici». Solo che «per rispettare la massima riservatezza imposta da tali accordi», la società dei Rossignolo «ritiene opportuno al momento non divulgare alcuna informazione all'esterno». Una brevissima nota che è stata interpretata come un rinvio della ricapitalizzazione della società, che pure era stata nuovamente annunciata solo pochi giorni fa al termine del conclave al ministero per lo sviluppo economico. E' da capire - ed è quello che si domandano i lavoratori in attesa di certezze sul fronte dell'occupazione - se si tratti di un rinvio di pochi giorni (ma perché non indicarlo esplicitamente) o se invece la trattativa con il partner industriale indiano sia più complessa del previsto o, ancora, se invece si sia aperto lo scenario di un "piano B" ancora da mettere sul tavolo. «Non ho nessuna voglia di dare giudizi su "gossip" finanziari - avverte Maurizio Strazzullo, segretario della Cgil livornese - perché altrimenti le mie preoccupazioni aumenterebbero. Ma adesso le informazioni non le chiedo pià soltanto all'industriale Rossignolo, le chiedo al ministero al cui tavolo nei giorni scorsi si è tenuto l'incontro fra la proprietà, le istituzioni e i ministeri»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google