Sicurezza
Comune: la maggioranza si paralizza
Juna Goti
Nella discussione sul trasporto pubblico veti incrociati e ripicche bloccano la delibera
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LIVORNO. La discussione va avanti per quasi cinque ore, la maggioranza si spacca in mille pezzi e alla fine, a sorpresa, la delicatissima delibera sul futuro del trasporto pubblico non passa. O meglio resta congelata, perché non ci sono abbastanza voti per renderla "esecutiva". Così per decidere se aderire al disegno della Regione sul gestore unico dei bus, si dovrà tornare in consiglio dopo l'estate. Quello di ieri è stato un consiglio comunale infuocato e denso di questioni, proprio come la commissione che in mattinata ha coinvolto i sindacati di base e confederali che rappresentano i lavoratori di Atl. Al centro lo schema di convenzione tra la Regione e i Comuni per arrivare alla creazione di una maxi azienda unificata che partecipi alla prossima gara europea per la gestione dei bus. In mattinata tutti i sindacati a eccezione della Cgil bocciano il percorso preoccupati per il futuro dei lavori e per i rapporti di forza all'interno dell'attuale Ctt (Compagnia toscana trasporti di cui fa parte Atl). Nel pomeriggio la maggioranza va in frantumi. Andrea Romano (Idv) annuncia il voto contrario e si presenta con un ordine del giorno diverso dagli alleati, in cui ribadisce che «non mi piace il ricatto che la Regione fa ai Comuni minacciando il taglio del 20 per cento dei contributi a chi non aderisce alla convenzione, che non dà garanzie sulla tutela dei lavoratori e dei servizi. E poi non stiamo tenendo di conto del referendum sui servizi pubblici...». Dall'altra parte Lamberto Giannini (Sel) e Giuseppe Scavazzon (Pd) presentano un ordine del giorno in cui si parla di una «riforma necessaria per semplicare il sistema di gestione, per fare fronte ai tagli garantendo i servizi». Anche se con parecchie differenze di vedute. L'assessore Maurizio Bettini sbatte i fogli sul tavolo: «Se si va a gara europea i nani non possono competere con i giganti, le aziende devono unirsi». Marco Cannito (Città Diversa) si oppone con forza, così come il Pdl di Marcella Amadio e quello di Bruno Tamburini: parlano di «effetto matrioska, nascerà solo un carrozzone dei carrozzoni». Non sembra però d'accordo Marco Taradash (Pdl) che, da liberale doc, lascia intendere di essere intenzionato a votare a favore («ci stiamo incamminando sulla strada giusta...»). Ma quando c'è da votare non è in aula. Tiziana Bartimmo (Rifondazione) vota sì in linea con i vertici regionali. Lo stesso fa Salvatore Capuozzo di Udc («il momento è critico, non possiamo rischiare di restare in brache...»). Lamberti vota la delibera ed esce quando tocca agli orini del giorno: «Sono solo beghe della maggioranza»). Gli "acquisti" dalle opposizioni non bastano. La delibera incassa 20 sì, 9 no e un astenuto (Russo Pdl). Non ci sono i 21 voti necessari. Tutto rimandato.
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