La protesta
«Che boomerang le provocazioni dell'Authority»
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Penco 2 MINUTI DI LETTURA
LIVORNO. Non potrebbe essere più caustico l'attacco che Mauro Penco e Mario Camici, esponenti di rilievo del mondo portuale targato Pd, portano a presidente dell'Authority Gallanti: idee che «sembrano più costruite a farsele respingere che a realizzarle sia per le proposte deliberate sia a quelle presentate come "provocazioni"». A cominciare dalla spinosa quesione del segretario generale: Gallanti viene accusato di averla fatta in modo da «raggiungere il suo obiettivo: non farla accogliere». In funzione di che cosa? E' l'interrogativo di Penco e Camici che chiedono se ci sia ancora lo zampino del ministro Matteoli. A Penco e Camici non è andato affatto giù che l'ipotesi di assetto portuale sia stata immaginata «come se non esistesse niente» mentre, al contrario, «noi facciamo proposte in base a ciò che è stato costruito». La Compagnia Portuali perde l'Alto Fondale? Proposta irrealizzabile, dicono Penco e Camici: «Non tanto per la concessione della Compagnia (se non la meritano si toglie, per noi non devono esistere rendite di posizioni). Ma quella banchina con in suoi arredi oggi è indispensabile per i prodotti forestali: lì transitano 800mila tonnellate di prodotti forestali l'anno». Ben venga la soluzione per le crociere: ma la Porto di Livorno 2000 «in questa fase deve essere mantenuta pubblica e la sua eventuale privatizzazione dovrà avvenire dopo e non prima di aver definito gli ambiti concessori che a secondo delle dimensioni ne possono cambiare completamente il valore». Sui bacini la soluzione «non mortifichi il progetto originale del porto turistico intorno al quale deve essere tenuta alta la vigilanza al fine di evitare attività speculative». I due firmatari segnalano che «è strategica» la Piattaforma Europa: allora l'Autortità Portuale non deve «fare il compitino della descrizione di cose» ma «creare le condizioni per un project financing per realizzarla». Il porto ferroviario «non è una invenzione di Gallanti», ma - concludono - bisognerebbe spiegare come realizzarlo «non proponendo l'interramento del Canale dei Navicelli per la parte sul territorio di Livorno, ma sottoscrivendo accordi che ne prevedono ancora la navigabilità attraverso le "porte vinciane"».
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