Il Tirreno

Livorno

«Punto su ingegneria, anzi su lettere» Parlano i superbravi da 100

Mauro Zucchelli
«Punto su ingegneria, anzi su lettere» Parlano i superbravi da 100

Sono quasi cento gli studenti livornesi da "cento": è questo il verdetto dell'esame di maturità negli istituti superiori della nostra città. Per 77 ragazzi e ragazze si tratta di un "cento" tondo tondo, altri 16 hanno aggiunto anche la gratificazione extra della lode (erano stati 11 lo scorso anno, 24 nel 2009, 20 nel 2008, 11 nel 2007).

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«Mi domando se buttarmi su matematica o fisica oppure se puntare su ingegneria». Antonello Congedo è uno dei cervelloni dell’Enriques che al termine di cinque anni di studi sono usciti dal liceo con un magnifico 100 e lode: nei nove istituti superiori di Livorno solo altri 15 ragazzi e ragazze hanno ottenuto la lode (mentre 77 sono passati con “100”). «Matematica e fisica mi piacciono moltissimo ma bisogna anche guardare a quel che ti offre maggiori sbocchi lavorativi: dunque forse ingegneria, con ancora un dilemma fra meccanica o aerospaziale».

Se Antonello vive anche di basket («vedrò a agosto in quale squadra giocare»), c’è chi invece alla palla a spicchi ha dovuto rinunciare. E’ Matteo Baroni, 100 all’Iti indirizzo meccanica: «Ho iniziato a 11 anni, prima nella Pielle e poi nella Libertas, sono arrivato alla convocazione in serie C». Confessa che gli è costato ma i risultati scolastici lo hanno ricompensato: basti dire che in seguito alla media nel quinquennio alle superiori ha ricevuto “convocazioni” ancor più importanti: quella del collegio universitario Lamaro Pozzani (Federazione dei Cavalieri del Lavoro) e quella analoga da Trento.

«Sono onorato ma, dopo averci pensato ben bene, ho scelto la facoltà di ingegneria a Pisa: L’indirizzo? Ingegneria meccanica o aerospaziale, Pisa me l’hanno descritta come la migliore in questo settore e non impone sacrifici troppo grandi in termini di lontananza da casa e di rapporti personali», aggiunge Matteo che nel tempo libero va in palestra, esce con fidanzata e amici e d’estate dà una mano alla madre nella sua panetteria “Il Paniere”.

Ilenia Bottino invece ha ora in tasca un diplomissimo dell’Itg ma al Buontalenti ha fatto il percorso dell’indirizzo turistico anziché quello classico da geometra: «Sì, è quella la mia passione: e, siccome sono spagnolo, inglese e tedesco le materie per cui mi sento più portata, ho deciso di iscrivermi alla facoltà di lingue. Come vedo il mio futuro? Con un lavoro in qualcosa che abbia a che vedere con il turismo. Magari come guida».

Lucia Andrei, brillante “100” della sezione C dell’indirizzo biologico sanitario all’Iti Galilei, invece vuol puntare le proprie carte su medicina e, in seconda battuta, su fisioterapia, mentre Alessio Vestri, anche lui “centista” targato Iti ma del corso di meccanica, prenderà la strada che porta a ingegneria meccanica a Pisa («Un lavoro alla Ferrari? Un sogno, ma ben venga tutto quel che il futuro mi riserverà»). Francesco Papini invece porta in dote al proprio futuro un bel “100” al liceo classico: «Quest’estate sto con gli amici, poi ho scelto di iscrivermi a lettere classiche. Con qualche prospettiva? Non lo so ancora di preciso, certo non mi dispiacerebbe affatto la strada dell’insegnamento».

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