Il Tirreno

Livorno

Assunti e licenziati nello stesso giorno

Cristiano Meoni
Assunti e licenziati nello stesso giorno

Chiamati al lavoro con un sms, niente ferie e malattia, paga da fame

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Contratti di un solo giorno, con un preavviso di poche ore inviato per sms, niente ferie nè malattia, e si riscuote solo quando si lavora, con una busta paga che può scendere a 100-150 euro. Decine di lavoratori "usa e getta" negli ultimi sei anni hanno lavorato in porto a forza di contratti di un solo giorno.

Invisibili e muti, dietro la promessa che presto sarebbero stati tutti assunti. Ma oggi i 27 lavoratori di Intempo, sfiniti dal precariato e stanchi di parole, si sono ripresi la scena con un gesto forte, rischiando la denuncia per aver bloccato lo sbarco di un traghetto di camion martedì sera.

I lavoratori di Intempo sono l'ultima ruota del carro. Quando c'è da sbarcare una nave, se non sono disponibili i portuali della Compagnia e se neppure l'Agelp ha personale da mandare, allora chiamano loro. Di solito li chiamano per i turni e i lavori peggiori, quelli del sabato notte e del derizzaggio dei rimorchi sulle navi più vecchie.

Ma non è questo il problema. Il problema è che Giuliano, Nicola, Luca e tutti gli altri che ieri mattina hanno bussato alla porta del presidente dell'Autorità Portuale - ottenendo un appuntamento per stamani - vanno avanti da cinque-sei anni con contratti di lavoro di un solo giorno. Vengono assunti all'inizio del turno e licenziati dopo sei ore. Quando va bene.

Perchè se va male non lavorano proprio, e siccome riscuotono solo le giornate che lavorano e non esiste un fisso, lo stipendio si confonde con l'elemosina. Giuliano Giuliani è il più anziano, ha 48 anni e due figli, sventola una busta paga e si fatica a credere a quello che c'è scritto nell'ultima riga: «Sì, 54 euro, ho preso 54 euro perchè in quel mese ho lavorato un solo turno».

Mentre Luca, 35 anni, sposato con una bimba, quest'anno non ha fatto il 730. «L'anno scorso ho lavorato 6-7 turni e non ho raggiunto la soglia minima. Non abbiamo neppure la disoccupazione speciale perchè non raggiungiamo i 78 turni all'anno. Ovvio che con 200 euro non si vive.

E così ci si arrangia, facendo lavoretti, ma sempre con l'incertezza, perchè puoi essere chiamato al lavoro in qualsiasi momento con un preavviso di poche ore, e se non ti presenti sei messo all'indice». Marco non si vergogna a dire quello che tutti celano: «Faccio anche piccoli lavori al nero, come vivrei sennò? Rubando?

Dopo che mi sono iscritto a Intempo, dato che ci avevano promesso che nel giro di due anni saremmo stati tutti sistemati in Compagnia o all'Agelp, ho preso un mutuo, e ora tutte le volte che si avvicina il 7 del mese, mi vengono i sudori. 840 euro al mese delle volte non ce li ho».

C'è un ragazzo di 27 anni accanto, non dice il nome «scrivi pure che siamo quelli di Intempo e poi queste sono le nostre facce»: lui ha fatto prendere il mutuo al suocero, vuole sposarsi e così arrotonda come elettricista. Al nero. Mentre un giovane con barba e capelli spettinati dal libeccio ammette: «L'anno scorso ho fatto un turno a gennaio, un turno a febbraio, e così anche a marzo, così ho preso il brevetto perchè anch'io ho da vivere».

Quando nel 2005 hanno imboccato la strada dei padri, tutti portuali, iscrivendosi al corso di formazione dell'Autorità Portuale, pensavano che la gavetta sarebbe stata molto più breve. «Ci dicevano di non preoccuparci, che intanto ci mettevano all'Intempo ma poi in due anni saremmo stati tutti assunti, e comunque non saremmo mai scesi sotto i 15 turni al mese».

In effetti molti interinali sono stati via via assunti, chi all'Agelp, chi alla Compagnia, chi in Tdt. Ma poi è arrivata la crisi, e chi non aveva aderenze in Compagnia, o non era primogenito - perchè i primogeniti hanno la precedenza per l'assunzione nella cooperativa - è rimasto imprigionato E allora, eccoli condannati all'umiliante trafila quotidiana.

La flessibilità è assoluta, l'esigibilità immediata. «Noi - spiega Giuliano - siamo tutti i giorni a disposizione. Ci viene inviato un sms qualche ora prima dell'avviamento al lavoro: poco dignitoso sì, ma prima era anche peggio, perchè eravamo noi a dover telefonare all'agenzia, tre volte al giorno, ad un numero a pagamento, per chiedere se eravamo stati avviati al lavoro o no».

L'indennità di malattia non esiste. Ma il certificato viene richiesto dall'impiegata dell'agenzia, «altrimenti ti possono sospendere dal lavoro per tre giorni». Poi ci sono alcune situazione surreali. «Siccome il contratto è giornaliero, per ogni avviamento dobbiamo firmare un contratto, ma ci mettiamo d'accordo per firmarne più insieme».

Quanto alle buste paga, «fino a pochi mesi fa per ogni giorno lavorato ne avevamo una, per cui venti giornate al mese = venti buste. Oggi, per fortuna, non più». Di buste ce n'è una sola e andrebbe anche bene, il problema è che dentro non ci trovi quasi niente.

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di Redazione web